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Giro d'Italia, si scrive Narvaez ma si legge Pogacar: chi c'è sotto la maschera? Eulalio, una giornata tranquilla

Incredibile, ma vero: anche senza mezza squadra (e con i big fuori) la UAE continua a dominare, soprattutto Narvaez che a Chiavari concede il tris. Ballerini costretto al ritiro per una caduta

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Avete presente Space Jam, e in modo particolare la scena in cui Bugs Bunny riempie d’acqua una borraccia e la spaccia come la miscela magica con la quale si idratava Michael Jordan? Ecco, più o meno alla UAE Team Emirates XRG funziona allo stesso modo: l’etichetta sulla borraccia recita “miscela magica di Tadej Pogacar”, e chiunque ne beve di colpo si trasforma in un vincente. Vedi Jhonatan Narvaez, che a Chiavari s’inventa l’ennesima giornata passata al vento e poi, in volata, regola senza alcuna difficoltà Enric Mas, conquistando la terza tappa in sole 11 frazioni di Giro. Una roba senza senso, pensando soprattutto a come è ridotta la UAE.

Narvaez incontenibile: la UAE ha risorse infinite

Perché la formazione che batte bandiera emiratina ha perso nelle prime giornate di gara Adam Yates (capitano designato) Marc Soler e Jay Vine, tutti uomini che avrebbero potuto dire la loro in ottica classifica generale. S’è ritrovata con sole 5 unità, ma è come se nulla fosse successo: Narvaez con tre successi e Arrieta con quello conquistato a Potenza hanno ricordato al mondo intero che la squadra di Pogacar è forte, anzi fortissima anche senza Pogacar (e senza Del Toro, Almeida e gli altri già citati).

Narvaez soprattutto sta andando oltre ogni ragionevole logica connessa al mondo del pedale: aveva già vinto due tappe al Giro nelle precedenti due edizioni in cui aveva corso sulle strade italiane, ma stavolta il suo dominio appare bulgaro (senza riferimenti alla sede di partenza delle prime tappe del Giro 2026), quasi con un alone di rassegnazione mostrato dalla concorrenza.

Insomma, la UAE trova risorse infinite e le squadre avversarie restano a guardare: Mas c’ha provato ma non ha avuto scampo, Diego Ulissi s’è rammaricato perché ha chiuso al terzo posto, staccato di 18 secondi, ben sapendo che se avesse tenuto le ruote dei due battistrada sulla salita di Colla dei Scioli se la sarebbe potuto giocare alla grande. Mas però ha fatto selezione e s’è portato dietro l’ecuadoriano, che come da copione allo sprint se l’è mangiato vivo.

Ballerini, caduta e ritiro. Eulalio non corre rischi

I big hanno lasciato fare, limitandosi a trascorrere la giornata evitando guai e insidie. Perché le trappole sono sempre all’ordine del giorno sulle strade del Giro: l’ennesima caduta ha costretto al ritiro Davide Ballerini, vincitore della tappa di Napoli, che ha provato a risalire in sella ma non ha potuto far altro che constatare che non poteva andare oltre.

Una caduta ha condizionato anche il finale di tappa di Scaroni, che ha chiuso comunque al sesto posto, mentre van Eetvelt e Zana si sono ritrovati attardati (erano rimasti coinvolti nel medesimo incidente di corsa). Eulalio insomma continua a vestire la maglia rosa: Vingegaard insegue a 27 secondi, ma senza l’assillo del dover vestire la rosa tanto presto. Domani peraltro a Novi Ligure è tappa adatta ai velocisti: salvo sorprese, non dovrebbe accadere nulla.

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