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Giro d'Italia, tappa 9: Vingegaard cannibale a Corno alle Scale, Pellizzari nel tunnel, provaci ancora Ciccone

Il danese concede il bis dopo il Blockhaus, è secondo in classifica generale a 2'24 da Eulalio: tentativo sfortunato di fuga per l'abruzzese, grave la crisi fisica di Pellizzari.

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L’arrivo in salita di Corno alle Scale ha chiuso la prima settimana “vera” del Giro d’Italia dopo la Grande Partenza in Bulgaria. Una tappa, la nona della Corsa Rosa, che ha consacrato una volta di più il talento di Jonas Vingegaard, sempre più a suo agio nei panni di grande – se non unico – favorito del Giro. Vittoria schiacciante la sua, ottenuta con un gran finale di tappa, dopo essere stato quasi “invogliato” a prendere l’iniziativa da Felix Gall. Delusione per gli italiani: vittoria sfumata sulle ultime rampe per un generosissimo Giulio Ciccone, crisi nera per Giulio Pellizzari. Note positive da Davide Piganzoli, lasciato “libero” da Vingegaard e terzo al traguardo.

Giro d’Italia, il tentativo di Ciccone e il finale targato Jonas

Tappa che si è movimentata – come prevedibile – sulla salita finale, il Gran Premio della Montagna di Corno alle Scale, dove per primi sono arrivati in due: Ciccone e Rubio. Dopo i primi tornanti l’abruzzese ha staccato il rivale. Troppo esiguo, però, il vantaggio sul gruppo: un minutino. E quando Gall ha preso l’iniziativa, il suo tentativo ha avuto due conseguenze: ha stanato Vingegaard, che stava aspettando sornione l’evolversi della situazione, e ha fatto crollare Pellizzari. A meno di due chilometri dal traguardo Vingo e Gall hanno ripreso Ciccone, poi il danese ha preso il largo e ha vinto a braccia alzate.

L’ammissione di Vingegaard: “Ciccone in fuga ci stava bene”

Apprezzabile la sincerità con cui il campione danese ha ammesso di aver spinto sull’acceleratore solo in risposta allo scatto di quello che considera il rivale più pericoloso (si fa per dire) per la generale: “Non è stato un tentativo pianificato, abbiamo deciso di fare ritmo solo nell’ultima salita, Felix ha attaccato, io ho reagito ed è andata bene. Devo essere onesto, ci stava bene la situazione, con la fuga di Ciccone e tutto il resto. L’attacco di Felix ha sparigliato le carte. Sono molto contento per le due vittorie di tappa e per la maglia azzurra, non è quella per cui sono venuto ma mi fa piacere indossarla”.

Altra crisi fisica in salita, preoccupano le condizioni di Pellizzari

Due minuti e 24 il gap di Vingegaard da Eulalio, bravo a difendere la maglia rosa ma preoccupato: “Si può sognare, martedì però c’è la cronometro. Vedremo se riuscirò a restare ancora in testa”. Chi si sta allontanando pericolosamente in classifica è Giulio Pellizzari. Impietose le immagini del “Duca di Camerino” fermo, immobile a fine gara dentro un tunnel, quasi una metafora delle difficoltà attraversate. Per lui 1’27” di ritardo da Vingegaard e la nona posizione a 5’15” dal leader: quali sono i problemi fisici che lo tormentano? L’impressione, invece, è che il ruolo di “jolly” senza troppi assilli di classifica sia perfetto per questa versione di Ciccone. Sull’Appennino Bolognese è andata male, ma il futuro potrebbe essere diverso.

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