C’aveva messo gli occhi sopra Filippo Ganna, ma uno come Pippo, se lo sai, non lo lasci andare mai e poi mai. Ma alla fine per l’Italia è festa lo stesso: Alberto Bettiol aspettava una giornata così da due anni e quando ha capito che il più era fatto s’è lasciato andare a un urlo liberatorio. Tanto da affermare nel dopo tappa che “vale la pena aspettare due anni, se poi arrivano giornate come queste”. Vittoria da finisseur, come solo uno della classe del calibro di Bettiol sa mandare a referto. Mentre i big hanno tenuto le gambe tirate a lucide per domani, quando la strada comincerà a salire e cambieranno presumibilmente tante cose.
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Ganna “stoppato”, Bettiol “autorizzato”: arriva la fuga
Ganna aveva fatto sapere che lui a Verbania sarebbe voluto arrivare a mani alzate, e quando l’hanno visto provare a entrare nella fuga di giornata nessuno dei tanti rivali in gruppo si sono subito cautelati, marcandolo a vista. Con il verbanese fuori dai giochi, il tappo della tappa l’hanno fatto saltare una quindicina di corridori che hanno avuto “via libera”, perché in fondo nessuno rappresentava una minaccia né per la generale, né per altre questioni legate a maglie o chissà cosa.
Tra questi, oltre a gente come Stuyven, Maestri e Bjerg, anche Alberto Bettiol: una tappa così sapeva che era stata cucita sulle sue misure, e quando sull’ultima asperità di giornata (la salita di Ungiasca) ha staccato il norvegese Leknessund, ultimo a tenergli le ruote, s’è involato in discesa verso il traguardo senza più voltarsi.
Ad attenderlo c’era la fidanzata, che è di Verbania e che pertanto ha fatto i salti di gioia nel vedere Alberto trionfare in solitaria. “Conoscevo ogni minimo centimetro degli ultimi 15 chilometri di giornata, anche perché ormai questa terra per me è una seconda casa. È un’emozione bellissima, di quelle che ti restano dentro: con la XDS Astana stiamo correndo un gran bel Giro e ci tenevo a metterci la firma anch’io”. Un abbraccio commovente quello tra Bettiol e la sua fidanzata per mettersi alle spalle due anni molto complicati.
Vingegaard pronto a vestirsi di rosa: “Sarebbe bello a Pila…”
Insomma, tutti aspettavano Ganna ma alla fine non avevano fatto caso alle origini della fidanzata di Bettiol, che è come se avesse fatto festa a casa sua. E i big della generale hanno lasciato fare, perché a loro interessa soprattutto sapere come andranno le cose domani. Perché nella Aosta-Pila (Gressan) di 133 chilometri ci sono ben 5 GPM, l’ultimo dei quali è probabilmente destinato a far saltare il banco.
Tra l’altro sarà una giornata atipica, con oltre 20 gradi previsti all’arrivo (si sale quasi a 1.800 metri). Dopo 9 giorni passati con la maglia rosa sulle spalle, Afonso Eulalio si prepara a cederla, con ogni probabilità a Jonas Vingegaard. “Sarebbe un onore indossare la mia prima maglia rosa in coda a una tappa così bella e significativa”, c’ha tenuto a far sapere il danese. Che ha detto di sentirsi meglio, pur tradendo ancora qualche colpo di tosse. Anche Pellizzari ha giurato di star meglio: se vuole ambire al podio, Giulio sa che il momento di osare è arrivato.
