Il Giro d’Italia delle polemiche. Non si fa a tempo a chiuderne una che se ne apre un’altra. Neppure la fuga d’altri tempi con cui Jonas Vingegaard ha staccato tutti sul Blockhaus è servita ad allontanare la Corsa Rosa da veleni e mugugni. Concentrati quasi tutti, per la verità, attorno alla tappa del giorno prima, la sesta del programma: da Paestum a Napoli. Se in un primo momento l’indignazione collettiva era stata catturata dallo sconcertante tentativo di toccare, o forse addirittura di far cadere i corridori da parte di due sconsiderati appostati in prossimità di una rotonda, e sulla caduta poco prima della volata vinta da Davide Ballerini, nelle ultime fuori è venuto fuori un altro scandalo.
- Giro d'Italia, insulti e offese razziste a Nocera Inferiore
- Il precedente del 2014 e la lettera di scuse di Valerio Agnoli
- Daspo per i teppisti della rotonda: avevano condiviso la "bravata"
Giro d’Italia, insulti e offese razziste a Nocera Inferiore
Sono stati i video diffusi sui social da alcuni tifosi che hanno assistito al passaggio dei corridori a far scoppiare le polemiche. In particolare, le clip relative al transito del gruppo per Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, nelle prime fasi della tappa. Mentre il pubblico applaudiva il gruppo nella strada principale, si sono sentite distintamente due espressioni becere: “Terroni” e “Vesuvio erutta”. Sulla prima non c’è bisogno di aggiungere molto. La seconda è invece la ripresa di un becero coro da stadio, in cui i tifosi di molte squadre italiane augurano – ma si può? – al celeberrimo vulcano, quiescente dal 1944, di tornare in attività.
Il precedente del 2014 e la lettera di scuse di Valerio Agnoli
La circostanza curiosa è che non si tratta di una prima volta. Sempre a Nocera (che coincidenza!) nel 2014 al passaggio del gruppo un corridore urlò all’improvviso: “Terroni”. Dopo alcune indagini, il responsabile fu individuato: si trattava di Valerio Agnoli, che si giustificò dicendo di aver rivolto l’espressione in tono scherzoso e goliardico non agli appassionati ai bordi della strada, ma ad alcuni compagni di squadra. Qualche tempo dopo lo stesso Agnoli inviò una lettera di scuse alla città di Nocera Inferiore. Stavolta, a differenza del 2014, risulta difficile credere a un nuovo equivoco. La tappa poi si è chiusa, come è noto, con la vittoria di Ballerini nell’incanto di Piazza Plebiscito.
Daspo per i teppisti della rotonda: avevano condiviso la “bravata”
Chissà se l’indignazione di molti, esplosa sui social, indurrà gli organizzatori del Giro a provare a rintracciare gli autori degli insulti. Peraltro assolutamente incomprensibili, se si pensa che in quel momento ad applaudire il passaggio dei corridori c’erano soprattutto bambini e giovanissimi. Già individuati, invece, i due “folli” che, in una rotonda tra Brusciano e Marigliano, hanno provato a entrare a contatto coi corridori, richiando di provocare una caduta, tra l’altro riprendendo e diffondendo la “bravata” su TikTok. Per entrambi, due giovani di 19 e 20 anni, è scattato il Daspo: non potranno presenziare ad altre manifestazioni sportive. Non avranno più la possibilità di assistere dal vivo a imprese come quella di Vingegaard: peggio per loro.
