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Giro di Romandia, il prologo va a Godon. Sorprendente flop di Pogacar, anche Tiberi perde terreno

Al Romandia il prologo fa felice il francese Godon, che domina il brevissimo incipit (poco più di 3 km). Tadej quinto a 7 secondi, davanti a Roglic e Lipowitz.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

È una giornata atipica quella odierna: è una delle poche in stagione nelle quali Tadej Pogacar lascia che a vincere sia qualcun altro, perché il prologo del Giro di Romandia regala una mezza sorpresa con il successo finale di un ottimo Dorian Godon. Mezza perché in fondo si sapeva che su un percorso di soli tre chilometri e spiccioli, con poca salita e adatto particolarmente agli specialisti delle crono, anche uno come Pogacar avrebbe fatto fatica a tenere dietro tutta la compagnia: il capitano della UAE Team Emirates XRG ha chiuso al quinto posto assoluto, staccato di 7 secondi dal vincitore di giornata, ma di fatto ricalcando i tempi dei principali antagonisti nella corsa alla vittoria finale.

Pogacar va su col suo passo: era la prima crono dopo 9 mesi

Che Pogacar al Romandia sia l’uomo da battere è cosa abbastanza scontata. All’esordio assoluto nella corsa, affrontata con l’intento di andare a completare la straordinaria collezione di successi in tutte le principali corse del calendario World Tour (di fatto gli mancano soltanto la Vuelta tra i grandi giri, la Roubaix nelle Monumento e appunto Romandia, Svizzera e Paesi Baschi nelle corse a tappe di una settimana), al netto delle solite dichiarazioni di facciata della vigilia (Punto a vincere ogni tappa, perché ogni giorno è una buona occasione per provare a chiudere davanti a tutti”) ha dovuto fare i conti con un prologo abbastanza atipico, pensando al fatto che non correva una gara a cronometro dall’ultima frazione contro il tempo corsa al Tour de France (quest’anno Pogacar non ha disputato corse a tappe, ma sino ad oggi soltanto gare di un giorno).

Una crono comunque corsa in modo intelligente, preludio alle prossime tappe dopo con tante salite a disposizione la musica è destinata naturalmente a cambiare (e in meglio).

Godon inarrivabile, benino Roglic, Tiberi perde 10″ dai big

Dorian Godon dell’Ineos Granadiers ha messo tutti in riga riuscendo a interpretare nel modo migliore un tracciato abbastanza filante, con una piccola ascesa nella parte conclusiva ma senza punti nei quali poter fare davvero la differenza. Ivo Oliveira (compagno si squadra di Pogacar) e Jakob Soderqvist (Lidl Trek) hanno chiuso a 6 secondi, poi Mauro Schmid (Jayco AlUla) ha preceduto di qualche centesimo appena il campione del mondo, che oggi peraltro ha corso senza la maglia iridata, dal momento che a cronometro il campione del mondo è Remco Evenepoel (assente al Romandia).

Appena un secondo più lento di Pogacar, l’altro svizzero destinato a fare classifica: Primoz Roglic ambiva probabilmente a vestire anche la maglia gialla del leader, ma la sua prova ha rispecchiato una condizione generale che non è probabilmente al massimo, seppur potrebbe bastare per provare a finire in top 5. Florian Lipowitz, l’altro capitano di casa Red Bull Bora Hansgrohe, ha chiuso a 10 secondi da Godon.

Più indietro Antonio Tiberi, attardato di 17 secondi, con Lorenzo Germani (Groupama FDJ United) migliore degli italiani (15esimo a 15 secondi dal primo leader della corsa). Domani prima frazione in linea con arrivo a Martigny, la località che era stata designata come sede alternativa dei mondiali 2025 qualora per ragioni di varia natura fosse saltata l’organizzazione a Kigali, in Ruanda.

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