Doveva battezzare la nuova corsa come si deve, e Tadej Pogacar non è certo il tipo da farsi troppi problemi. Perché nella prima frazione in linea del Romandia ha subito messo le cose in chiaro: vittoria senza eccessiva difficoltà nello sprint ristretto con gli altri tre fuggitivi dell’ultima parte di tappa, vale a dire Florian Lipowitz, Lenny Martinez e Jorgen Nordhaegen. Non ha fatto il vuoto in salita, ma stavolta ha avuto anche una buona ragione: “C’era tanto vento contrario, sarebbe stato da stupidi partire da soli con tutti quei chilometri ancora da percorrere”. Vero o presunto tale, un ragionamento che non fa una piega.
- Pogacar, una dimostrazione di forza anche senza... forzare
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Pogacar, una dimostrazione di forza anche senza… forzare
Pogacar era il più atteso in una frazione che come tutte le altre della corsa svizzera presentava diverse asperità lungo il cammino. Anche se sulla salita di Ovronnaz, posta a una quarantina di chilometri dal traguardo, non ha fatto tutta la differenza di questo mondo. È andato su del proprio passo, chiaramente abbastanza insostenibile per quasi tutta la carovana, poi ha deciso di andare avanti con Lipowitz (lanciato da un Roglic ottimo nei panni del gregario) e Martinez e decidendo poi di attendere anche l’arrivo di Nordhagen, optando per non lasciare la loro compagnia nella parte finale della frazione.
In realtà Pogi ha fatto tutto come se fosse da solo: pochi i cambi ricevuti, a riprova del fatto che nessuno dei rivali se lo sarebbe voluto portare all’arrivo con il serbatoio vuoto. Ma allo sprint non c’è stata storia, con lo sloveno che è partito ai -250 dall’arrivo e non ha dato a nessuno la chance di saltargli addosso. “È stata una buona tappa, mi sono sentito bene e sono felice di aver ottenuto una vittoria contro avversari di valore”, ha commentato Tadej, chiaramente balzato in testa alla generale con 7 secondi su Lipowitz e 21 su Martinez. A 21 secondi dai fuggitivi è arrivato il drappello con Roglic, Fortunato e Tiberi, che in classifica è settimo a 32 secondi.
Anche Carapaz salta il Giro: Vingegaard, cercasi avversari
Proprio durante le fasi conclusive della prima tappa del Romandia è arrivata la conferma di quanto si andava dicendo ormai da qualche giorno: Richard Carapaz rinuncia a correre il prossimo Giro d’Italia, complice una condizione di forma ritenuta non idonea per prendere parte alla corsa rosa. ù
È un’altra defezione rilevante dopo quelle di Joao Almeida (fuori condizione anche lui: a inizio anno ha dovuto fare i conti con una sindrome virale che ne ha fortemente rallentato il percorso di avvicinamento) e di Mikel Landa, fuori gioco per i postumi della caduta rimediata all’Itzulia (buttato a terra da un’auto medica dell’organizzazione).
Per Jonas Vingegaard, strada sempre più spianata verso la conquista del Giro, che significherebbe anche completamento della cosiddetta “triplice corona” dopo i successi al Tour (2022 e 2023) e alla Vuelta (2025). Con Giulio Pellizzari che al momento appare il rivale più accreditato (almeno in salita) per potergli contendere la maglia rossa.
