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Giro dell'Emilia, Pidcock ci prova ma Del Toro non perdona: il messicano trionfa sul San Luca, Roglic quinto

L'UAE continua a dominare anche in assenza di Tadej Pogacar: sull'iconica salita di Bologna vince il messicano Del Toro, che supera in rimonta Pidcock, secondo come un anno fa.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

La maglia è sempre la stessa, quella della UAE Team Emirates XRG. L’età e la provenienza sono differenti, ma la classe a quanto pare è molto simile all’originale: Isaac Del Toro ha imparato bene da Tadej Pogacar, al quale succede nell’albo d’oro del Giro dell’Emilia grazie a una favolosa progressione finale sulle terribili rampe del San Luca. Vittoria da finisseur vero per il messicano, che si mette alle spalle due grossi calibri come Tom Pidcock (secondo anche un anno fa, ma a distanza ben più marcata dallo sloveno), Lenny Martinez, Egan Bernal e Primoz Roglic.

Tutti al gancio, ma Del Toro nel finale ne ha di più

Del Toro era tra i favoriti d’obbligo di una corsa che come facilmente prevedibile si è infiammata negli ultimi chilometri, cioè poco prima dell’imbocco sul San Luca. Il forcing della UAE ha pagato subito dividendi: tanti corridori si sono staccati e nulla hanno potuto per tenere le ruote dei migliori. Una bella drenata l’ha data anche la Visma, che nell’occasione ha portato con il gruppetto che s’è giocato la corsa sia Ben Tulett che Cian Uijtdebroeks, che ha movimentato la vigilia dell’appuntamento con la gara emiliana annunciato a sorpresa il suo passaggio alla Movistar (era sotto contratto con la Visma per altre due stagioni, ma le prime due non sono andate come sperato e il corridore ha preferito andare a correre altrove).

Una volta ripresi i cinque fuggitivi di giornata (Bush, Leemreize e Leijnse del Team Picnic PostNL, Fernandez della Burgos e Pablo Garcia del Team Polti VisitMalta) c’è rimasto solo da attendere di vedere sparate le cartucce buone: Pidcock è stato il primo che ha acceso la miccia, prendendo una cinquantina di metri di vantaggio quando all’arrivo mancavano meno di due chilometri.

A quel punto però Del Toro ha dimostrato di aver studiato bene la salita finale: ai -1.200 metri all’arrivo s’è mosso in prima persona, e con un rapporto più agile è andato a riprendere il britannico ai -800 metri dal traguardo. Anziché staccarlo, è andato su rifiatando e poi, a un centinaio di metri dallo striscione, ha dato l’ultima sgasata e s’è preso comodamente il successo. Martinez, Bernal e Roglic (che inseguiva il poker di successi) nulla hanno potuto per replicare.

Messicano felice e… sorpreso: “Stavo quasi per mollare…”

Dopo il traguardo Del Toro ha fatto capire di aver studiato decisamente nel dettaglio la tattica da utilizzare, ma che ha dovuto improvvisare e non poco per far tornare i conti. “È bello riuscire a vincere di nuovo in Italia, perché è un Paese che mi ha dato tante gioie quest’anno e in cui mi piace correre. Per la vittoria di oggi devo dire grazie ai miei compagni di squadra per essere riusciti a tenermi davanti.

Negli ultimi due giri ho quasi mollato, ma non so come, sono riuscito a fare un ulteriore sforzo e a ottenere il successo. Penso che tutti fossimo al limite nel finale. Il gruppo che si è formato era molto forte, composto da corridori di altissimo livello. C’era molta incertezza, anche perché nessuno sapeva chi avrebbe potuto vincere lì. Quando è partito Pidcock non ho avuto subito la forza per seguirlo, ma poi poco alla volta sono riuscito a rientrare. Sono molto felice”.

Italiani lontani dai big. Domani via al trittico lombardo

L’Emilia degli italiani è stata nefasta: con Ciccone costretto a dare forfait all’ultimo, nessun altro corridore ha saputo entrare nel gruppo che s’è giocato la corsa: Davide Piganzoli ha chiuso 18esimo a più di due minuti da Del Toro, mentre Tiberi è andato su del suo passo, chiudendo 26esimo a 2’48”. In ritardo di anche Giulio Pellizzari, che ha lavorato per Roglic nella prima parte di gara, chiudendo a oltre 5’ (aveva già saltato il mondiale per via della febbre).

Domani comincia il trittico lombardo con la Coppa Agostoni, che vedrà ancora la via Del Toro. Lunedì la Coppa Bernocchi, martedì la Tre Valli Varesine (con Pogacar).

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