Sofia Goggia senza segreti. La campionessa bergamasca si racconta in una lunga intervista al direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni. L’azzurra parla di Federica Brignone, delle Olimpiadi di Milano Cortina ma anche del segreto da rubare a Sinner.
Le lacrime a Milano Cortina
Una medaglia di bronzo in discesa libera che va a completare la collezione di “colori olimpici” ma anche la delusione per il SuperG quando era in testa ma un errore l’ha messa fuori gioco. E Sofia Goggia non si nasconde: “Le lacrime sono state per il dispiacere per non essere riuscita portare a fondo una gara che sapevo che stava andando molto bene, è un pianto che ho condiviso a telefono con il mio primo maestro di sci. Aveva male anche lui, era molto dispiaciuto”.
Le differenze con Federica Brignone
Ivan Zazzaroni prova a stuzzicare Sofia anche sulla rivalità con Federica Brignone. Il direttore del Corsport punta sul “dualismo” tra le due ma soprattutto sulle differenze come sciatrici. Nel corso degli anni si è parlato molto del rapporto tra le due grandi Regini delle nevi azzurre ma le parole di Sofia testimoniano che certe ruggini, se sono esistite fanno parte del passato: “Le differenze tra me e lei? Lei ha il tocco sulla neve e una classe infinita. Io quella non ce l’ho. Io sono sempre stata più di istinto e di grinta. Credo che lei ha tutte le qualità che ho io, forse anche qualcosa di più. L’unica cosa è stata la mia predisposizione al rischio che a volte rasenta anche l’incoscienza”.
Il segreto di Sinner
Tutti i grandi campioni hanno qualcosa di unico e che li rende speciali. Goggia confessa di essere stata a un passo dal dedicarsi al tennis da bambina, prima di prendere la strada dello sci. Ma quella passione è sempre rimasta e ora la porta all’ammirazione verso Jannik Sinner: “Ha una mentalità pazzesca, ha questa propensione continua al miglioramento. Mi ha sempre impressionato molto la maturità mentale che ha sempre avuto anche da giovane. Lui è stato bravissimo di circondarsi di persone che lo stanno aiutando e questo penso che abbia fatto la differenza”.
