Le vacanze possono attendere. Perché all’ondata di caldo degli ultimi giorni, Sofia Goggia ha pensato bene di preferire le nevi in alta quota di Les Deux Alpes, che dal 28 giugno al 3 luglio l’accoglierà assieme al direttore tecnico della squadra azzurra Gianluca Rulfi nel secondo step di lavoro dopo quello effettuato a inizio mese sul ghiacciaio dello Stelvio. Un percorso di lavoro programmato che sarà anche l’ultimo prima delle meritate vacanze, sebbene poi dal 23 agosto Sofia sarà tra le atlete azzurre che parteciperanno al consueto raduno prestazionale sulle nevi sudamericane (in questo caso ad Ushuaia, in Argentina).
- Sul ghiacciaio francese per ritrovare feeling in discesa
- Sofia e i dubbi sul futuro: e se fosse l'ultima stagione?
Sul ghiacciaio francese per ritrovare feeling in discesa
Sulle alpi francesi, che solitamente d’estate vengono prese d’assalto da cicloamatori e appassionati in vista delle tappe di montagna del Tour de France (celebre la vittoria del 1998 di Marco Pantani in quel memorabile Tour vinto dal corridore romagnolo), Goggia lavorerà anche assieme a Luca Scarian, preparatore atletico che la segue ormai come un’ombra.
Il programma prevede molto lavoro sugli sci, con nuovi materiali da testare e un feeling da ritrovare pensando anche agli obiettivi per la prossima stagione, che avrà nei mondiali di Crans Montana in programma a febbraio il suo momento clou.
Goggia però, dopo aver vinto a sorpresa nella stagione appena trascorsa la coppa di specialità in supergigante, dovrà cercare anche di tornare a essere la più veloce in discesa, dove le rivali quest’anno l’hanno spesso e volentieri relegata nelle posizioni di rincalzo. E la settimana di lavoro a Les deux Alpes dovrà in qualche modo fornire già alcune risposte importanti in vista del lungo ritiro in terra argentina, in programma tra poco meno di due mesi.
Sofia e i dubbi sul futuro: e se fosse l’ultima stagione?
In tempi non troppo lontani la sciatrice bergamasca aveva spiegato che quella alle porte sarebbe anche potuta essere la stagione finale della sua carriera. “Mi vedo fino al 2027, quello che accadrà dopo non posso ancora saperlo”, confessò in un’intervista precedente anche ai mondiali di Saalbach del 2025.
Chiaramente, col 2028 che non vedrà impegni al di fuori della Coppa del Mondo, molte atlete sono intenzionate a valutare quella che potrebbe diventare una buona opportunità per chiudere la carriera. Potrebbe essere il caso anche di Sofia, così come di Federica Brignone, che peraltro ha due anni in più rispetto alla compagna di squadra e soprattutto è reduce da una stagione segnata da un’estenuante rincorsa dopo l’infortunio rimediato a inizio aprile 2025 sulle nevi dell’Alpe di Lusia ai campionati italiani.
Brignone ha spiegato che fatica ancora a camminare bene (corsa assolutamente vietata, tantissima bici nel suo programma di lavoro quotidiano) e che soltanto a inizio agosto deciderà se andare in Argentina o meno, riservandosi anche l’ipotesi di fermarsi una o più stagioni o chiudere de finitamente la carriera. Farlo dopo due ori olimpici sarebbe comunque un bel modo per dirsi addio.
