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Gravina incontra i vertici federali, chi può ancora salvarlo nonostante l’input di Abodi: situazioni e scenari

Gravina valuta le dimissioni e lo comunicherà, oggi, ai vertici delle componenti federali: il Consiglio Federale lo sostiene, De Laurentiis punta su Malagò. Cosa può accadere.

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Carmine Roca

Carmine Roca

Giornalista

Giornalista pubblicista, appassionato di calcio in tutte le sue sfaccettature, con una particolare predilezione per i campionati minori.

Gabriele Gravina non è mai stato così vicino all’addio alla presidenza della FIGC, soprattutto dopo le parole, dure, del ministro Andrea Abodi. Oggi è in programma l’incontro con i vertici delle componenti federali, prima del Consiglio Federale: ecco chi può ancora “salvare” Gravina, situazioni e scenari.

L’attacco di Abodi, i pensieri di Gravina

Il calcio italiano è da rifondare, a partire dai vertici federali”: era stato chiaro Andrea Abodi in seguito al terzo flop mondiale dell’Italia. “Se chiederò le dimissioni di Gravina? Penso di sì”, aveva successivamente commentato il ministro dello sport. Parole nette, chiare, senza via d’uscita per il presidente federale, messo alla berlina già dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del 2022.

Nella giornata di ieri ci si attendeva un passo indietro di Gravina, ma non c’è stato. Ma stamattina le indiscrezioni provenienti dagli ambienti federali parlano di un Gravina intenzionato a dimettersi, assumendosi le proprie responsabilità, senza nascondersi dietro degli alibi che ormai non reggono più.

Gravina incontra le componenti federali

E’ stata, ieri, una giornata pesante, di valutazioni e pensieri, personali e politici. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, per oggi è stato fissato un incontro con i vertici delle componenti federali, propedeutico al Consiglio Federale che si terrà la prossima settimana. Oggi, si dice, Gravina annuncerà di volersi dimettere, a chi lo ha votato e sostenuto durante le ultime elezioni, concluse quasi con un plebiscito (vittoria col 98% delle preferenze), ovvero i vari presidenti delle Leghe e delle associazioni di categoria.

Avrebbe voluto, in un primo momento discutere dell’opportunità di un cambiamento, si legge sulla Gazzetta, approfondire valutazioni sul sistema calcistico andando oltre l’aspetto strettamente tecnico. E poi decidere se ci sarebbero state o meno le condizioni per proseguire il suo mandato. Ma tutto è cambiato nella notte.

Il Consiglio Federale, chi può “salvare” Gravina

Non è escluso, però, che qualcuno possa chiedere di ripensarci, magari non direttamente dalle Leghe di A e B, anche in virtù, scrive la Gazzetta, del suo ruolo in UEFA come vicepresidente vicario, in vista degli Europei del 2032. Chi può ancora salvare Gravina? Certamente il Consiglio Federale, composto da venti eletti più Gravina.

La Lega Serie A ha 4 rappresentanti (il presidente Simonelli, Giuseppe Marotta dell’Inter, Giorgio Chiellini della Juventus, Stefano Campoccia dell’Udinese). La Lega di B è presente con il presidente Paolo Bedin e con Antonio Gozzi, patron dell’Entella, mentre la Lega Pro ha nel Consiglio Federale il presidente Marani e Giulio Gallazzi dell’Alcione Milano.

Sei, invece, i rappresentanti della LND, a partire dal presidente Giancarlo Abete, uno dei papabili sostituti di Gravina alla presidenza della FIGC assieme a Giovanni Malagò. Con lui Ilaria Barzella, Giacomo Fantazzini, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giuliana Tambaro. Gli atleti sono rappresentati dal presidente dell’AIC, Umberto Calcagno, nonché vicepresidente vicario della FIGC, e da Valerio Bernardi, Sara Gama e Davide Biondini. Per i tecnici hanno diritto di voto Giancarlo Camolese e Silvia Citta.

Dimissioni Gravina: cosa accadrà dopo?

Quel che è certo è che, come nel febbraio del 2025, il sostegno a Gravina è rimasto immutato. Molti dei componenti del Consiglio Federale, commenta la Gazzetta dello Sport, erano al fianco del presidente federale a Zenica, in Bosnia, dove si è consumata l’ennesima pagina nera del calcio italiano.

Nonostante questo, all’interno delle varie Leghe c’è chi proporrebbe volentieri un repulisti, ad esempio Aurelio De Laurentiis, che si è già espresso in favore di un cambiamento radicale (è pro Malagò). Potrebbe essere arrivata l’ora. Gravina valuta le dimissioni, dovessero arrivare, il Consiglio Federale dovrà convocare una nuova assemblea elettiva (difficile il commissariamento da parte del Coni) entro 90 giorni. Le candidature andranno presentate entro 40 giorni dalle elezioni.

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