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Hamilton prima fa pace con Colapinto, poi annuncia: "Basta con il simulatore, è solo tempo sprecato"

A Miami per Hamilton è stato l'ennesimo week-end avaro di soddisfazioni, con la collisione con Colapinto (col quale ha fatto pace) e la presa d'atto che il lavoro al simulatore non paga

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Doveva essere l’anno della riscossa, rischia di rivelarsi l’ennesima incompiuta di un finale di carriera che più crepuscolare per Lewis Hamilton proprio non avrebbe potuto essere. Con la Ferrari che qualche passo in avanti l’ha mostrato, ma sempre in quota Leclerc (al netto dello sciagurato ultimo giro del GP di Miami). Hamilton invece resta in anticamera, sfiduciato e consapevole che di questo passo la via che conduce alla redenzione in rosso è decisamente troppo impervia e lastricata. Almeno però fuori dalla pista le cose sembrano andar meglio: l’amore a gonfie vele con Kim Kardashian da un lato, la “pace” fatta con Franco Colapinto dall’altro.

L’incidente con Colapinto è il gestaccio durante il sorpasso

Con l’argentino erano volate parole grosse in pista (con l’ausilio di qualche gestaccio non richiesto) dopo che nella bagarre iniziale generata dal testacoda di Max Verstappen il britannico s’era ritrovato a dover lottare per la posizione proprio con il rivale dell’Alpine. Un contatto di troppo ha finito per danneggiare sia la vettura del ferrarista che quella del pilota sudamericano, con Hamilton che molto poco sportivamente aveva mostrato il dito medio a Colapinto mentre era intento a sorpassarlo sul rettilineo principale.

Il gesto è sfuggito alle telecamere in diretta (in fondo stavano battagliando per le posizioni di rincalzo), ma nel replay è stato mostrato in tutta la sua “cruda” realtà: un gesto di stizza che ha perfettamente rappresentato quello che era lo stato d’animo del 7 volte campione del mondo dopo il contatto avvenuto poche curve prima.

“Purtroppo a seguito dei problemi che ho riscontrato sulla vettura dopo l’incidente con Colapinto ho praticamente finito per correre una gara diversa da quella che avrei voluto correre”, ha spiegato nel post gara Lewis. “Avevamo tanti buoni propositi da spendere a Miami, ma dopo quel contatto sono venuti tutti meno”. Colapinto a sua volta ha lamentato problemi alla vettura dopo la collisione, che pure non gli hanno impedito di chiudere al settimo posto, migliore prestazione di sempre nel mondiale.

La pace fatta con l’argentino: un rapporto che resta saldo

Chi pensava a una nuova faida nata tra il britannico e l’argentino s’è però dovuto ricredere in fretta: Hamilton e Colapinto infatti si sono prontamente chiariti dopo il GP, come mostrano le immagini “rubate” mentre si stavano dirigendo verso l’uscita dell’autodromo.

Lewis ha cercato di chiarire la sua posizione e si è scusato per il brutto gesto mandato (in replay) in mondovisione, con Franco che ha accolto le scuse e a sua volta s’è detto dispiaciuto per quanto successo. I due si sono abbracciati e hanno proseguito poi la camminata assieme, senza alcuna tensione o quantomeno consapevoli che quanto era successo in gara facesse già parte del passato.

Colapinto peraltro è da sempre grande ammiratore di Hamilton e ha ricordato quando proprio Lewis gli ha dato un passaggio nel suo jet privato fino a Londra. “Il volo più bello di tutta la mia vita”, ricorda ancora oggi il sudamericano dell’Alpine.

L’annuncio shock: “Basta simulatore, non serve a nulla”

Chiarito il contatto in pista con l’argentino, Hamilton però ha fatto parlare di sé anche per le dichiarazioni rilasciate a The Race, con le quali ha spiegato di voler abbandonare lo sviluppo della vettura al simulatore. “Non serve praticamente a nulla, ha sentenziato Lewis.

“A Miami avevo preparato un setup nei giorni precedenti, poi in pista non stava funzionando nulla e abbiamo dovuto rifare tutto daccapo. Prima di Montreal non tornerò ad allenarmi davanti a un video, ben sapendo che quell’allenamento non mi porterebbe da nessuna parte. Parlerò con i tecnici, cercherò di stare a stretto contatto con tutti i reparti della fabbrica, ma no, sul simulatore non intendo tornare”.

Una dichiarazione controcorrente in una Formula Uno sempre più orientata a preparare le gare al video, avendo poche opportunità per testare la vettura in pista. Hamilton è l’unico pilota extra Mercedes ad essersi posizionato sempre nelle prime 7 posizioni in tutte le gare sin qui disputate (incluse le sprint), ma ha deciso di adottare un approccio differente per cercare di ridurre il gap da chi sta davanti. E a quanto pare in Canada se ne avrà una prima controprova.

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