Il mondo del ciclismo è in apprensione per le condizioni di salute di Eddy Merckx, 81 anni, costretto a tornare sotto i ferri per la settima volta negli ultimi due anni a causa di un’infezione all’anca che non ne vuol sapere di guarire. Un’infezione diretta conseguenza di una caduta in bicicletta avvenuta nel 2024, e che da allora ha costretto il “Cannibale” a un continuo andirivieni con cliniche ospedaliere e sale chirurgiche. Perché nel frattempo i dolori si sono fatti spesso lancinanti, tali da impedire all’ex corridore belga di presenziare anche alle tante gare che l’hanno reso immortale agli occhi degli appassionati.
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Il calvario del “Cannibale”: settima operazione in vista
Merckx da una settimana si trova ricoverato in una struttura ospedaliera belga, dove i medici stanno tentando (sin qui senza successo) di porre rimedio a una situazione che col passare dei giorni appare sempre più complicata. Perché le cure antibiotiche alle quali è stato sottoposto non hanno dato i risultati sperati, e al di là di un miglioramento temporaneo dovuto all’utilizzo di specifici farmaci, il problema persiste senza dare tregua.
“Onestamente ne comincio ad avere abbastanza”, ha detto Merckx al quotidiano locale Het Laatste Nieuws. “I medici non riescono a individuare l’origine di questa infezione e purtroppo neppure gli antibiotici sin qui utilizzati sono serviti ad alleviare il fastidio e il dolore. Mi hanno già comunicato che servirà una settima operazione all’inizio della prossima settimana, e posso solo augurarmi che potrà rivelarsi risolutiva”.
La caduta che ha prodotto la via crucis in sala operatoria è datata fine 2024, quando Merckx scivolò su un passaggio a livello, procurandosi la frattura dell’anca. Da allora non è più salito su una bicicletta, ma soprattutto non è più riuscito a tornare alla vita di tutti i giorni. Ed è proprio questo che sta tenendo in ansia tutta la famiglia e milioni di appassionati.
Pogacar pronto a sferrare l’assalto al record di Monumento
L’equipe sanitaria che l’ha preso in cura ha lasciato trasparire un velo di preoccupazione. Al di là dei tentativi andati a vuoto per cercare di debellare il problema (e soprattutto individuarne l’origine e la causa), è la carta d’identità del “Cannibale” a generare un po’ d’ansia: a giugno saranno 81 le candeline da spegnere, e la speranza è che Eddy possa farlo senza più avvertire fastidi e dolore.
Peraltro in queste settimane l’attenzione riguardo alle sue imprese nelle classiche del Nord è al solito ai massimi livelli, con Tadej Pogacar che lo ha avvicinato nella speciale classifica delle Monumento conquistate (lo sloveno è a quota 12: Merckx è primatista a 19) e che anzi ha puntato deliberatamente un obiettivo che neppure il belga è mai riuscito a raggiungere, quello cioè di vincere tutte e 5 le principali classiche del ciclismo nello stesso anno. Alla Roubaix Tadej punta a fare una volta di più la storia, e magari saprà anche a chi dedicare l’eventuale vittoria.
