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Il contratto di Valentino Rossi diventa un giallo

Jarvis smentisce Pernat, che aveva parlato di firma già apposta: "Non sappiamo ancora se il 'Dottore' deciderà per un anno o due".

“Per il 2019 Valentino Rossi ha già firmato, poi c’è l’opzione per il 2020, questa posso darla già come notizia ufficiale!” aveva detto Carlo Pernat nel corso della trasmissione ‘Griglia di Partenza’. Frasi che anche Lin Jarvis, coordinatore del progetto MotoGp della Yamaha, ha ascoltato. E attraverso motogp.com il britannico ha risposto al – peraltro sempre bene informato – manager ligure. “I suoi commenti mi incuriosiscono, perché magari sa qualcosa che non so io – ha precisato -. Però sono io che generalmente preparo i contratti e posso assicurare che al momento non c’è nulla di concreto”.

“Immagino che non passerà molto tempo prima che sia fatta chiarezza – ha aggiunto Jarvis -. Io spero fermamente che rimanga con noi e lui ha già manifestato l’intenzione di continuare. Non è tuttavia chiaro se voglia farlo per una stagione soltanto o per due. Magari dopo qualche test e qualche Gran premio lo capiremo”.

Intanto Cal Crutchlow è stato il più veloce di tutti al termine della prima sessione dei test ufficiali di MotoGp, in corso sul nuovo circuito di Buriram, in Thailandia. Temperature molto calde, come previsto.

Il britannico della LCR Honda Castrol ha fermato il cronometro a 1’30″797, precedendo di 12 millesimi lo spagnolo Alex Rins (Team Suzuki Ecstar). Terza piazza per il campione del mondo Marc Marquez (Repsol Honda), staccato di 115 millesimi.

Poco più indietro le Ducati: Andrea Dovizioso è quarto, Jorge Lorenzo decimo. Le Yamaha piuttosto attardate: Valentino Rossi, che oggi festeggia 39 anni, è ottavo, il compagno Maverick Viñales undicesimo.

Lorenzo, alla seconda stagione nella casa italiana, è stato avvisato dal team di Borgo Panigale: il suo stipendio verrà abbassato.

A spiegare il perché è Paolo Ciabatti, ds della Ducati: “La nostra intenzione è continuare a lavorare con entrambi i piloti ma, prima di tutto, il nostro limite economico deve essere chiaro – ha detto a Motorsport.com -. Ciò che è evidente è che la situazione è molto diversa rispetto al 2016. Quando abbiamo ingaggiato Jorge, aveva un’altra offerta molto importante dalla Yamaha per altri due anni ed era il campione del mondo in carica. Quando abbiamo rinnovato Andrea, a metà del 2016, non aveva mai vinto con la Ducati. Queste cose dovrebbero essere considerate. Ora abbiamo un pilota come Jorge, con uno stipendio molto alto e un altro come Andrea, il cui contratto è interessante ma non allo stesso livello”.

SPORTAL.IT | 16-02-2018 12:40

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