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Il coronavirus spaventa il Giro d'Italia: il patron fa chiarezza

La positività al Covid di Simon Yates fa paura, ma il direttore della Corsa Rosa Mauro Vegni è sicuro: "Arriveremo a Milano".

11-10-2020 11:58

La notizia della positività di Simon Yates al coronavirus, che ha costretto il britannico al ritiro, ha scosso il gruppo e tutti gli addetti ai lavori, ma non ha tolto fiducia al direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni, che ha confermato in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ la volontà di completare la corsa, smentendo possibili ‘troncamenti’.

“Sono contento di questo Giro – ha spiegato il patron della Corsa Rosa -: era importante farlo per lo sport e per il nostro Paese, ed è importante finirlo. Io sarò felice di arrivare a Milano, e arriverò a Milano. Tutti vogliono arrivarci. Un Giro più breve ce lo possono solo obbligare, e parlo di un’autorità molto importante come il governo. Noi siamo soggetti alle leggi del Paese, ho una responsabilità verso il governo e un obbligo verso la gente”

Nessun dubbio sulla funzionalità della ‘bolla’: “Undici giorni e solo questo caso – ha affermato Vegni -. Siamo sereni, la bolla ha retto, i controlli sono efficienti, abbiamo testato la sua squadra e lo rifaremo entro lunedì. E i tamponi rapidi valgono, abbiamo messo in sicurezza il gruppo”.

Grazie a un accordo tra Rcs Sport, organizzatrice del Giro, e il Centro diagnostico italiano di Milano, i corridori sono costantemente controllati proprio grazie ai test rapidi. A spiegare il protocollo è il professor Giovanni Tredici, medico storico delle corse targate Rcs: “Con metodiche meno complicate e costose, ricerca una proteina che si lega al coronavirus e determina la reazione immunitaria nell’organismo” ha spiegato alla ‘Gazzetta’.

Il risultato arriva in 5′: se positiva, la persona verrà sottoposta subito al tampone molecolare standard RtPcr. che richiede un’ora di elaborazione ed è molto più sensibile a conservazione, trattamento, trasporto ed esposizione alle temperature. Se gli esiti non concordano, si darà preferenza al tampone molecolare, che è il riferimento” ha approfondito il medico.

Per quel che riguarda possibili esclusioni, Vegni ha confermato che il Giro non farà come il Tour, che prevedeva la cancellazione dai ranghi di un team con due positivi: “Il positivo verrà isolato, il team controllato e testato tutti i giorni, ma nessuna esclusione dal Giro. Anche se verrà valutato il numero dei positivi della squadra”.

Il coronavirus spaventa il Giro d'Italia: il patron fa chiarezza Fonte: Getty Images

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