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Il Merlo sugli eSports: "Basta stigmatizzare i caster freelance"

Intervista esclusiva al cronista esportivo Adriano Milone: "Vivo giornalmente di pane ed eSport"

Adriano “Merlo” Milone è un caster, presentatore e host, originario di Torremaggiore, in Puglia. Ha cominciato la sua carriera da commentatore all’incirca nel 2010 ‘castando’ in un primo momento Dota 2, per poi passare a titoli firmati Blizzard, come Heroes of The Storm e Overwatch, e Riot Games, come League of Legends. Ai nostri microfoni ha detto senza troppi giri di parole: “Vivo giornalmente di pane ed eSport“!

E chi allora meglio di lui per parlare del fenomeno eSports in italia, della nascita dei team e dell’importanza delle community? Proprio di recente, infatti, si sta diffondendo molto l’uso delle ‘case comuni‘, dove i player convivono e condividono la loro passione per gli sport elettronici. Chi non conosce il settore, potrebbe pensare che si tratti di grandi appartamenti nei quali un gruppo di ragazzi passa le sue giornate a giocare ai videogame. Non è così.

“Credo che una gaming house sia molto importante all’interno dell’ambiente eSportivo moderno. Un team non deve crescere solo dal punto di vista meccanico, ma anche da un punto di vista sociale e strutturale. Ti permette di focalizzare tutte le tue energie sull’allenamento (8/12 ore al giorno), ma anche bilanciare meglio la vita da atleta esportivo, facendo palestra, sedute di fisioterapia, incontri dal punto di vista prettamente psicologico etc” – ha spiegato il Merlo.

D’altronde l’eSport è un’attività sportiva a tutti gli effetti, dunque se praticata a livelli agonistici, va presa sul serio. Soprattutto in vista di un eventuale inserimento alle prossime Olimpiadi. “Sicuramente li vedremo ai giochi olimpici cinesi. Più in generale credo che un organo di disciplina e tutela sia necessario, anche se adattare il regolamento di ogni singolo gioco esportivo non è così semplice. Certamente la partecipazione alle Olimpiadi renderebbe più facili gli spostamenti per i giocatori, soprattutto a livello burocratico”.

Dalla nostra chiacchierata emergono i sogni e le ambizioni del Merlo, dal voler diventare “il miglior caster in assoluto” a voler creare un rpg, ossia un ‘role-playing game’ (gioco di ruolo). “Una cosa che mi piacerebbe cambiare è legata a un forte stigma verso i talenti che castano più di un titolo, e lo fanno in maniera non direttamente legata alla community. Questo stigma è molto presente in Italia e in Europa, mentre non c’è in America e in Corea, dove se sei un freelance che vuole partecipare a più eventi per, letteralmente, ‘sopravvivere’, non ci sono problemi” – ha aggiunto.

E, per finire, la nostra domanda di rito, le 5 skills di un caster professionista: “Sicuramente dialettica, energia, resistenza, conoscenza del gioco e, il punto fondamentale, essere dei buoni intrattenitori”.

 

 

HF4 | 03-08-2018 15:30

Il Merlo sugli eSports: "Basta stigmatizzare i caster freelance" Fonte: Funweek

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