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Il toccante addio al calcio di Sergio Pellissier

La bandiera del Chievo lascia il calcio dopo 17 stagioni in gialloblù, ma il presidente Campedelli è pronto a dargli un incarico in società.

Ogni finale di campionato coincide con degli addii di calciatori alle proprie squadre se non al calcio. Il copione è quasi sempre lo stesso: standing ovation dei tifosi, anche quelli avversari, abbracci da parte di tutti i giocatori in campo e fiumi di lacrime. Lo stesso scenario lo si è visto al “Bentegodi” per l’addio al calcio di Sergio Pellissier.

L’attaccante valdostano, che ha compiuto 40 anni ad aprile, ha disputato l’ultima partita della carriera contro la Sampdoria, indossando la maglietta del Chievo per la 513a volta tra tutte le competizioni. Il gol numero 140 non è arrivato, ma poco importa, lo 0-0 finale sarà solo un dettaglio nella favola di un giocatore che ha scritto la storia del club gialloblù per 17 stagioni, 16 delle quali in Serie A, arrivando anche ad indossare la maglia della Nazionale, seppur in una sola occasione, l’amichevole contro l’Irlanda del Nord del giugno 2009, in cui Pellissier riuscì anche ad andare in gol da subentrante.

Cinquantanovesimo nella classifica dei marcatori di A di tutti i tempi con 112 reti, Pellissier, che indossò la maglia del Chievo per la prima volta il 22 settembre 2002 contro il Brescia e che con i gialloblù ha giocato anche una partita di Coppa Uefa e due di preliminari di Champions League, è stato letteralmente travolto dall’ondata di affetto di tutto lo stadio, compagni e di avversari, compreso Fabio Quagliarella, che l’ha abbracciato al momento della sostituzione con Pucciarelli al 34’ del secondo tempo.

“Difficilissimo trovare le parole in un giorno ed in un momento del genere – le prime parole di Pellissier in lacrime a fine gara – Voglio soltanto ringraziare alcune persone dopo 19 anni trascorsi qui al Chievo. Innanzitutto il Presidente, e poi Giovanni Sartori, il ds che mi ha voluto in questa società perché ha tanto creduto in me. La lista dei compagni che ho avuto è lunghissima e tutti mi hanno insegnato qualcosa, e mi hanno aiutato non solo a migliorarmi, ma anche a fare tanti gol in A. E’ giusto ricordare e ringraziare tutti gli allenatori che ho avuto e i loro staff tecnici, con i quali ho trascorso momenti belli e brutti. Ricordo anche coloro i quali volevano che smettessi prima, perché non credevano più in me. Anche queste persone alla fine, mi hanno aiutato affinché appendessi gli scarpini al chiodo proprio ora. L’affetto dei tifosi è stato straordinario. Questo per me doveva essere il giorno più brutto, ma loro l’hanno saputo trasformare nel più bello, nonostante la retrocessione”.

E adesso? Il dilemma di ogni calciatore a fine carriera in questo caso sembra già risolto alla radice. Pellissier resterà all’interno del Chievo e collaborerà alla ricostruzione, con un ruolo molto importante, come anticipato dal presidente Campedelli: “Credo che Pellissier farà il presidente” – ha annunciato ai microfoni di Dazn – ma se ne parlerà quando appenderà fisicamente gli scarpini al chiodo. In ogni caso la prima idea è la presidenza operativa in tutto e per tutto”.

SPORTAL.IT | 19-05-2019 19:02

Il toccante addio al calcio di Sergio Pellissier Fonte: Getty Images

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