Il caso di Imane Khelif continua a far discutere a un anno dalla sua vittoria ai Giochi Olimpici di Parigi. La tennista algerina ha smentito seccamente le voci di un suo possibile ritiro e anzi si prepara a lanciare una sfida nei confronti del presidente Trump in vista di Los Angeles 2028.
La smentita sul ritiro
Solo qualche giorno fa erano emerse delle voci molto insistenti riguardo un possibile ritiro dall’attività agonistica di Imane Khelif, una scelta che secondo alcune persone nel suo ambiente era maturata in polemica con le ultime decisioni del CIO in merito ai test genetici. Ma ora arriva la smentita secca da parte della diretta interessata: “Non ho alcuna intenzione di ritirarmi. La vittoria della medaglia d’oro alle Olimpiadi mi ha dato ancora maggiore carica. Ho affrontato tante sfide e voglio continuare a combattere per far tacere chi dubita di me, voglio contribuire a creare maggiori opportunità per le donne”.
La sfida a Trump
L’obiettivo di Khelif si sposta ora sulle Olimpiadi di Los Angeles 2028 con la campionessa algerina che mette nel mirino una nuova medaglia proprio in casa di Donald Trump. Il presidente americano ha iniziato una vera e propria battaglia contro le atleti trans (Imane non lo è, ndr) con l’algerina che si è ritrovata suo malgrado coinvolta nella polemica: “Sono ottimista che l’impatto sarà diverso perché la discussione che abbiamo cominciato a Parigi renderà le persone più consapevoli e più aperte a comprendere la realtà di ciò che è successo, creando un ambiente sportivo più equo giusto”.
Il caso Eindhoven
Lo scorso giugno Imane Khelif aveva deciso di rinunciare alla sua partecipazione alla Eindhoven Cup perché non si era voluta sottoporre al test genetico per determinare il suo sesso. A scatenare le polemiche però è stato soprattutto la decisione della World Boxing che nel comunicare il nuovo regolamento aveva citato proprio il caso della pugile algerina. “Come atleta dedico tutta la mia vita all’allenamento e al rispetto delle regole ma le pressioni esterne rendono tutto non chiaro e diventa facile essere soggetti a decisioni improvvise e ingiuste”.
