Nell’era dei social va messo in conto quando si è personaggi pubblici che si possa essere presi di mira con insulti, se non peggio. Tuttavia la turba, come la chiamava Alessandro Manzoni, può agire esercitando una pressione di tale entità su questi personaggi sino a rendere insostenibile sopportare e impellente il reagire. È il caso delle conseguenze dei fatti del GP di Suzuka, e in particolare l’incidente di Oliver Bearman che ha messo in luce tutte le fallacie del nuovo ciclo tecnologico delle monoposto di F1. E di cui ne sta pagando le spese Franco Colapinto.
- L'incidente di Bearman a Suzuka e il ruolo di Colapinto
- La lettera aperta di Alpine per difendere Colapinto (e anche Ocon)
- Alpine nega favoritismi per Gasly
L’incidente di Bearman a Suzuka e il ruolo di Colapinto
Bearman ha evitato l’impatto contro l’Alpine dell’argentino, che ha vissuto sulle sua pelle il frutto avvelenato del super clipping, ovvero la progressiva riduzione della velocità dovuta al mancato contributo dell’energia elettrica, praticamente esaurita, alla potenza della power unit. Questo rallentamento è avvenuto in prossimità della curva Spoon, al giro 22: Colapinto ha scalato suo malgrado le marce alla fine del rettilineo, mentre alle sue spalle giungeva Bearman, con una differenza di velocità tra le due monoposto che ha superato di gran lunga i 50 km/h.
L’argentino, senza evidentemente essere conscio dell’avversario dietro di lui, ha impostato la traiettoria per fare la curva chiudendola al britannico, che ha dovuto fare i miracoli per scansare a velocità elevata l’avversario. L’alfiere della Haas è quindi andato a sbattere sulle barriere, cavandosela per fortuna con qualche acciacco grazie anche alle vie di fuga di Suzuka che hanno evitato il peggio considerando l’impatto sui 50g.
L’opinione diffusa da parte di addetti ai lavori, piloti e anche la stessa Haas tramite il team principal Ayao Komatsu, ha portato a scagionare Colapinto, puntando il dito invece contro le macchinose e cervellotiche regole tecniche delle nuove monoposto (Carlos Sainz ha affermato a tal riguardo che era solo “questione di tempo” prima che si rischiasse il morto in pista).
La FIA, approfittando del mese di sosta forzata della F1 a causa della cancellazione dei GP in Bahrain e in Arabia Saudita per via della guerra, ha puntualizzato che verrà affrontato il problema ed eventualmente apportate modifiche. Ma intanto, per tornare al Manzoni, “il popolo imbestialì”, quello profondamente immaturo e isterico che da qualche anno si è riversato a commentare la F1, e a quanto pare ha preso di mira il povero Colapinto con insulti e persino minacce di morte.
La lettera aperta di Alpine per difendere Colapinto (e anche Ocon)
Perciò Alpine ha deciso di intervenire con una lunga lettera aperta, anche per chiarire la situazione con Pierre Gasly e rispedire al mittente le accuse di favoritismi nei confronti del compagno di squadra dell’argentino (il francese attualmente è ottavo in classifica con 15 punti, Colapinto è sedicesimo con 1). Il team ha inoltre approfittato anche per rivolgere la solidarietà a Esteban Ocon, a sua volta responsabile di un incidente con l’argentino nel GP di Cina.
“Dopo aver esaminato le reazioni online e sui social media in seguito al Gran Premio del Giappone – si legge -, come team riteniamo nostro dovere, nei confronti dei nostri fan, affrontare alcuni punti e domande sollevate, e anche ribadire la nostra condanna dell’odio e degli abusi diretti non solo a uno dei nostri piloti, ma anche ai nostri colleghi piloti e ad altri membri della famiglia della Formula 1″.
La lettera prosegue: “Il team ha già preso una posizione ferma condannando qualsiasi comportamento di odio, abuso, minaccia o bullismo online e sui social media, rilasciando dichiarazioni non solo per condannare tutto questo, ma anche per incoraggiare le persone a utilizzare i social media in modo responsabile e a seguire le linee guida delle community. La nostra posizione in merito non è cambiata e rimane la stessa. I social media dovrebbero essere un luogo in cui le persone si incontrano, condividono esperienze e incoraggiano un dibattito costruttivo. In uno sport così competitivo e complesso, è inevitabile avere opinioni diverse e disaccordi, ma incoraggiamo tutti i tifosi, di ogni squadra e di ogni pilota, a esprimersi in modo gentile e rispettoso”.
Quindi la condanna dei “messaggi d’odio rivolti a Franco dopo la gara dello scorso fine settimana in Giappone […] e gli insulti e le minacce indirizzate a Esteban Ocon in seguito alla collisione tra le due vetture al Gran Premio di Cina”. Aggiungendo: “I due piloti stavano lottando duramente per la posizione ed Esteban si è assunto la piena responsabilità dell’accaduto, scusandosi con Franco, andandolo a cercare di persona nell’area riservata ai media e porgendo le sue scuse anche sui social. […] Qualsiasi tipo di insulto nei confronti di un pilota è inaccettabile ed è stato particolarmente sconfortante il fatto che provenisse da una minoranza di tifosi del team verso un pilota che ha dato così tanto alla squadra in passato vincendo dei GP con Alpine”.
Stessa condanna per gli insulti a Colapinto dopo l’incidente con Bearman: “Prima di tutto, la cosa più importante è la sicurezza e il benessere dei piloti e per fortuna Ollie sta bene. Le velocità di avvicinamento sono una caratteristica di queste vetture e, come affermato dalla FIA, è un aspetto che verrà attentamente esaminato nelle prossime settimane”, oltre a ricordare che la stessa Federazione, dopo aver esaminato i fatti, ha ritenuto che non fosse necessario prendere provvedimenti contro i piloti.
Alpine nega favoritismi per Gasly
Un altro punto della lettera, come abbiamo detto, riguarda i sospetti di sabotaggio contro l’argentino per favorire Gasly. Una dietrologia respinta da Alpine, che ha parlato di vetture entrambe veloci e piloti ” che godono di pari opportunità”. Lo stesso team principal Flavio Briatore aveva confermato piena fiducia a Colapinto alla vigilia della nuova stagione.
La scuderia quindi ha precisato nella lettera: “In alcuni casi, data la necessità di accelerare i tempi di consegna dei componenti e gestire con attenzione il processo produttivo, il team è in grado di portare solo alcuni componenti o aggiornamenti selezionati ad alcuni eventi. Tuttavia, questo non è mai l’approccio previsto o auspicato, poiché, se il componente rappresenta un miglioramento delle prestazioni, come speriamo e intendiamo, vogliamo che sia disponibile su entrambe le vetture immediatamente. Questa situazione si è mantenuta anche quest’anno e sia Pierre che Franco hanno corso con la stessa fornitura, a parte alcuni piccoli componenti a basso impatto sulle prestazioni installati in Cina a causa della sostituzione dei componenti del cambio.”
E ancora: “Potrebbe capitare quest’anno, nella corsa allo sviluppo, che gli aggiornamenti vengano applicati prima a una vettura, e il team comunicherà tutto in modo trasparente. Detto questo, l’obiettivo rimarrà sempre quello di portare gli sviluppi su entrambe le vetture, ove possibile”. Ma una cosa è certa: “Non è assolutamente nell’interesse del team non conquistare punti e qualsiasi ipotesi di autosabotaggio non contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo finale. Fin dalle prime gare, il team si trova in una posizione di forza e non si adagia sugli allori, rimanendo con i piedi per terra. Nelle ultime due gare, la nostra vettura è stata la quarta più veloce e sappiamo di dover lavorare duramente per mantenere questa posizione e avere due vetture che abbiano regolarmente la possibilità di conquistare punti”.
Alpine ha poi sostenuto l’importanza del contributo attivo di Gasly e Colapinto nella condivisione delle informazioni tra di loro e con tutto il team per poter migliorare. “Non ci sono omissioni di dati né segreti sulle prestazioni tenuti nascosti. Questo appartiene al passato e non fa parte della Formula 1 moderna, dove ogni informazione è fondamentale per il successo di una squadra. Ciò è particolarmente vero con queste nuove vetture, le nuove Power Unit e l’approccio strategico che adottiamo in pista”, si legge infine nella lettera.
