La gara di Suzuka, terza della stagione 2026 di F1, verrà ricordata non solo per il trionfo del 19enne Andrea Kimi Antonelli, pilota più giovane della storia a balzare al comando della classifica del Mondiale, ma anche per i nodi venuti al pettine del nuovo ciclo regolamentare. In un campionato dove l’enfasi è posta non tanto sulla velocità e sulla prestazione quanto alla gestione attenta e accorta delle batterie mentre si corre a velocità mostruose e bisogna avere i riflessi pronti per ogni cosa, oggi a momenti ci scappava la tragedia con l’incidente occorso al povero Oliver Bearman, scatenato suo malgrado da un incolpevole Franco Colapinto.
- La dinamica dell'incidente di Bearman e come si è arrivati a questo punto
- Come sta Bearman (e Haas scagiona totalmente Colapinto)
- La FIA prova a rassicurare e parla di possibili modifiche
- A Miami una Ferrari nuova? Vasseur precisa le parole di ieri
La dinamica dell’incidente di Bearman e come si è arrivati a questo punto
Il pilota Alpine è rimasto a sua volta vittima del super clipping, ovverosia quando la monoposto deve fare i conti con il calo di potenza della batteria, prossima allo scaricarsi, in rettilineo. Cosa che impatta sulla velocità dell’auto, mentre la componente dell’MGU-K necessita di recuperare l’energia e non può assistere al contempo il motore termico.
Succede perciò che ogni team decida come gestire al meglio la batteria e quando e dove ricaricarla. Ma questo comporta una lettura della corsa diversa, con vetture che in rettilineo possono approfittare di una ricarica avvenuta nella curva precedente (curve che, come abbiamo visto nelle qualifiche di Suzuka, sono ormai utilizzate come parentesi di ricarica, specialmente quelle a lunga percorrenza) e altre che invece affrontano lo stesso rettilineo con l’energia a secco.
Colapinto aveva sfruttato al massimo l’energia, per fare una sintesi molto brutale, prima del fattaccio alla Spoon. Motivo per cui in quel momento ha iniziato a scalare pure le marce per via della minore potenza a disposizione (sempre sintesi brutale). Bearman, che invece non aveva questo problema e sopraggiungeva dopo l’argentino, aveva quindi messo nel mirino il rivale Alpine per provare a superarlo.
Si è creata così la tempesta perfetta: il britannico di Haas ha approfittato della spinta extra a sua disposizione, che consuma batteria ma alimenta un uso più prolungato dell’energia dell’MGU-K. Ma tra le due vetture si è aperto un delta di velocità che ha toccato i 45 km/h: pensate cosa possa significare una monoposto che viaggia a oltre 300 km/h e si ritrova davanti una vettura più lenta di circa 50 km/h (Colapinto ha persino parlato di una differenza sugli 80).
Come sta Bearman (e Haas scagiona totalmente Colapinto)
Cara grazia che si sia evitata la tragedia, ma intanto Bearman è andato a impattare a oltre 50G contro le barriere. Ne è uscito con una contusione alla gamba, fortunatamente. E le uniche ossa rotte sono quelle della credibilità di una F1 che è diventata materia da ingegneri e strateghi cervellotici, allargando un altro delta, quello con gli appassionati. Ma anche quello con gli stessi piloti.
Va precisato che Colapinto non ha colpe perché finito anch’egli incastrato negli ingranaggi di un regolamento ai limiti del sadismo, e anche la Haas tramite il team principal Ayao Komatsu (persona di assoluto buonsenso) ha riconosciuto la piena innocenza dell’argentino (con buona pace di chi, come Giorgio Terruzzi, ha parlato oggi di leggerezza da parte del pilota Alpine, come se fosse sceso in pista a Suzuka con la voglia e l’indolenza di innescare un incidente gravissimo).
La FIA prova a rassicurare e parla di possibili modifiche
E intanto gli altri piloti fanno quadrato e chiedono a gran voce che la FIA ascolti la loro voce, prima che questa voce si trasformi in epiteti ingiuriosi. E, provvida sventura, approfittando della sosta forzata del campionato che riprenderà a maggio a Miami (la guerra in Medio Oriente ha cancellato le tappe di Bahrain e Arabia Saudita), la Federazione ha rassicurato che sì, forse qualcosa cambierà.
In un comunicato ufficiale diramato dalla FIA si legge: “Sin dalla loro introduzione, i regolamenti del 2026 sono stati oggetto di continue discussioni tra la FIA, i team, i produttore della power unit, i piloti e la FOM. Per loro stessa natura, questi regolamenti includono una serie di parametri che sono regolabili, in particolare in relazione alla gestione dell’energia, che consentono l’ottimizzazione sulla base di dati reali”.
Fatta questa premessa, il comunicato prosegue: “Tutte le parti interessate hanno concordato sulla necessità di una revisione strutturata dopo la fase iniziale della stagione, in modo tale da poter raccogliere e analizzare dati sufficienti”. Quindi l’annuncio di una serie di “incontri ad aprile per valutare il funzionamento dei nuovi regolamenti e determinare sia eventualmente necessario apportare dei perfezionamenti“, in particolare in merito “alla gestione dell’energia”, cosa richiederà “attente simulazioni e analisi dettagliate”.
Il comunicato conclude: “La FIA continuerà a lavorare in stretta collaborazione e in modo costruttivo con tutte le parti interessate per garantire il miglior risultato possibile per lo sport. La sicurezza rimarrà sempre un elemento centrale della missione della FIA. Attualmente, qualsiasi speculazione sulla natura di potenziali cambiamenti sarebbe prematura. Ulteriori aggiornamenti saranno comunicati a tempo debito”.
A Miami una Ferrari nuova? Vasseur precisa le parole di ieri
Quindi è possibile che verso Miami si possano aprire degli spiragli sul tanto contestato regolamento tecnico. E nel prossimo GP sicuramente potremmo vedere delle novità in casa Ferrari: dopo il terzo posto colto a Suzuka, Charles Leclerc ha messo in guardia il fatto che oltre ad essere distanti dalla Mercedes, prima forza del campionato, devono guardarsi dai progressi della McLaren. “Ma questo è un campionato che lo vinci o lo perdi grazie agli aggiornamenti. A Miami, come tutti d’altronde, avremo una vettura che sarà praticamente nuova”, ha detto Leclerc.
Dello stesso avviso Lewis Hamilton, che oggi ha dovuto fare i conti con la perdita di potenza della sua SF-26, sino a bruciarsi la possibilità di conquistare il podio (ha concluso sesto). “Non so quanto potremmo fare in un mese, ma mi auguro ci sia un motore nuovo per Miami”, ha affermato ai media.
A rassicurare tutti ci ha pensato Frédéric Vasseur. Il quale ha specificato le dichiarazioni dopo le qualifiche di ieri che sembravano adombrare un nuovo campionato da Miami in poi. “Ci saranno novità per tutti, abbiamo tempo per lavorare sui software, ecco cosa intendevo: non saremo gli unici al lavoro sugli sviluppi, però abbiamo un mese di tempo, cosa non così consueta in F1. Tutti faranno dei passi avanti”, ha affermato l’ingegnere.
Vasseur ha poi puntualizzato ulteriormente: “Noi dobbiamo lavorare su molti aspetti, dall’aerodinamica al motore, ma anche gomme e set-up. Non possiamo concentrarci su un solo componente. A scanso di equivoci tutti miglioreranno a Miami, ma anche noi. Rispetto al 2025 abbiamo molto più margine”.
