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Indian Wells: Alcaraz travolge Norrie, spaventa Sinner e ritrova Medvedev, che batte Draper tra le polemiche

Altro successo in due set per lo spagnolo, che approda in semifinale per la quinta volta di fila nel torneo californiano: veleni e finale rovente tra il russo e il britannico.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Tutto come previsto. Carlos Alcaraz non stecca contro Cameron Norrie e approda in semifinale a Indian Wells per la quinta volta di fila, confermandosi perfettamente a suo agio col cemento e con l’atmosfera “familiare” del torneo californiano, che si gioca in una piccola cittadina nel cuore della Coachella Valley. Lo spagnolo invia l’ennesimo segnale chiaro a Jannik Sinner: se il rosso di San Candido vuol davvero tornare al successo, dovrà vedersela con lui. Ma lo stesso Carlitos farà bene a non sottovalutare, nel frattempo, il suo avversario in semifinale: il redivivo Daniil Medvedevev, che ha battuto – dopo un finale di match rovente e polemico – il campione in carica Jack Draper.

Indian Wells, la rivincita di Alcaraz su Norrie

Lo spagnolo temeva molto il confronto con Norrie, giocatore che sul cemento sa esaltarsi come pochi e che nell’ultimo confronto lo aveva battuto, non senza sorpresa, al Masters 1000 di Parigi-Nanterre. Stavolta non c’è stata storia. Alcaraz ha sbrigato la pratica in due set, anche se molto tirati, e ha mostrato di essere in condizioni smaglianti. Il primo parziale è durato mezz’ora, con Alcaraz che ha trovato il break al sesto gioco, ha subito l’immediato controbreak del britannico, poi ha ripreso a spingere e ha chiuso i conti con un secco 6-3, grazie ad altri due break piazzati nella parte finale del set.

Carlos spietato, vola in semifinale e avvisa Sinner

Nel secondo è stato Norrie a partire meglio, piazzando il break al secondo game. Ma Alcaraz ha reagito subito, riportandosi in parità e trovando addirittura il vantaggio, grazie a quattro giochi consecutivi. Con la spia della benzina del britannico in riserva, lo spagnolo è riuscito a prendere il largo, s’è difeso con efficacia dall’ultimo disperato tentativo di rientro del suo avversario, che ha avuto una palla break sul 4-3, quindi ha chiuso i conti sul 6-4. Ora un giorno di pausa e poi la semifinale, in attesa di quella finale già scritta (o se non altro auspicata da tutto il mondo del tennis) contro Sinner, venuta meno a Melbourne e a Doha.

È tornato pure Medvedev: scintille con Draper

Chi proverà a mettere i bastoni tra le ruote a Carlitos prima della semifinale è Medvedev, che dopo i patemi di Dubai s’è presentato in California pimpante, spietato e ovviamente polemico. Il match contro Jack Draper, sfiancato dalla battaglia del turno precedente con Novak Djokovic, s’è risolto nel finale (5-5 del secondo set) quando il russo ha polemizzato per una “hindrance”: Draper aveva gesticolato dopo una palla sulla riga disturbandolo e il russo, dopo aver sparacchiato in rete, ha protestato con l’arbitro che gli ha dato ragione, facendo ripetere il punto. Medvedev, che aveva chiuso 6-1 il primo, ha poi chiuso i conti sul 7-5, tra i mugugni del pubblico.

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