Il debutto sull’infuocato cemento californiano di Indian Wells si avvicina, collocato nel bel mezzo della notte italiana, alle 3 di sabato 7 marzo. Il pomeriggio inoltrato (in California sono le 18) dovrebbe garantire condizioni meno “estreme”, ma si tratta pur sempre di un contesto difficile, almeno per quelle che sono le caratteristiche di Jannik Sinner. Si sa, il rosso di San Candido non ama troppo il caldo. A Melbourne stavano per costargli caro i crampi sopraggiunti nel bel mezzo del match contro Spizzirri. Per la sfida contro Dalibor Svrcina, il ceco primo rivale nel primo dei due tornei del Sunshine Double, il numero 2 della classifica ATP non intende incappare in brutte sorprese.
- Indian Wells, ultimo test per Sinner contro Darderi
- La consapevolezza di Jannik: cosa non ha funzionato finora
- Il dritto e la tenuta fisica: ecco su che ha lavorato Sinner
Indian Wells, ultimo test per Sinner contro Darderi
Per farsi trovare pronto, Sinner – in sinergia con Cahill e Ferrara – ha studiato una mossa. Non soltanto tecnica, ma di natura fisica. Un test ad alta intensità con uno sparring partner forte, attrezzato, in ascesa e in fiducia. Un amico, prima di ogni altra cosa. Luciano Darderi. L’italo-argentino, fresco vincitore del torneo di Santiago, sulla terra rossa è diventato uno migliori al mondo. Negli ultimi due anni nessuno ha vinto quanto lui, su quel tipo di campo. Ma anche su altre superfici ha fatto progressi eccezionali e lo dimostra la clamorosa scalata nel ranking, che lo ha portato a entrare in top 20. Insomma, il migliore dei rivali possibili per un allenamento “serio”.
La consapevolezza di Jannik: cosa non ha funzionato finora
Già, perché Sinner ha capito cosa non ha funzionato agli Australian Open e a Doha, dove è uscito di scena prima del previsto. Lo ha fatto intendere parlando coi giornalisti in conferenza stampa – “ho abbassato troppo l’intensità e forse ho ecceduto con le variazioni” – e si è regolato di conseguenza. A differenza del primo Slam dell’anno e del prestigioso (e ben remunerato) ATP 500 del Qatar, ha alzato il livello dei test preliminari e ha studiato soluzioni nuove contro un avversario di maggior spessore. Non che quelli affrontati in precedenza fossero di secondo piano: è l’intensità che è stata differente.
Il dritto e la tenuta fisica: ecco su che ha lavorato Sinner
Sinner è stato chiaro con l’amico: doveva essere un “test” vero. E lo è stato. Contro Darderi, Jannik ha provato con continuità il dritto, colpo che lo ha “tradito” in varie circostanze contro Djokovic e contro Mensik, nelle due partite costategli altrettante eliminazioni dolorose. Soprattutto nei colpi effettuati dal lato destro, non è stto performante come in passato, sbagliando molto, certamente oltre quanto fosse lecito attendersi per i suoi standard. Confortanti le risposte. Darderi è rimasto più e più volte spiazzato dai numeri di Sinner, tornato brillante come nei giorni migliori. Ma per le risposte definitive, ci vorrà il conforto del campo. Il match contro Svrcina è alle porte.
