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Indian Wells, Sinner ritrova Shapovalov che l'attaccò sul doping: Alcaraz sfida Dimitrov, rassegnato e lagnoso

Secondo solo a Kyrgios per la virulenza dei suoi strali contro Jannik durante il caso Clostebol, il canadese è un brutto cliente. Il bulgaro, invece, appare insolitamente dimesso.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Poi dici che non è il solito fortunato. Sulla carta Carlos Alcaraz avrebbe un compito piuttosto arduo, probabilmente addirittura più complicato rispetto a quello che attende Jannik Sinner. Nel suo primo incontro a Indian Wells, lo spagnolo che guida la classifica ATP se la vedrà con Grigor Dimitrov, il bulgaro dallo stile raffinato ed elegante che lo scorso anno arrivò a un passo dall’eliminare proprio Sinner a Wimbledon. Incredibile ma vero, a sfidarlo sarà però un Dimitrov insolitamente rassegnato e insopportabilmente lagnoso. Jannik, invece, nel prossimo turno se la vedrà con un brutto cliente. Un vecchio “nemico” dal dente costantemente avvelenato: Denis Shapovalov.

Sinner, che guaio: al prossimo turno trova un “nemico”

Dopo aver regolato in meno di un’ora il mite Dalibor Svrcina, che in comune con Jakub Mensik, che l’aveva sorprendentemente eliminato a Doha, ha soltanto la nazionalità ceca, Sinner ha dato subito un’occhiata al risultato dell’altro match e non ha fatto certamente salti di gioia quando ha visto che l’aveva spuntata Shapovalov sull’argentino Tomas Martin Etcheverry. Una vittoria sudatissima, giunta dopo tre set molto tirati: 6-3 2-6 7-6. Drammatico il tie-break, che il canadese è riuscito ad aggiudicarsi di stretta misura sul 7-5. Già nel turno precedente, per la verità, Shapovalov aveva mostrato caparbietà e resistenza, piegando Stefanos Tsitsipas sul punteggio di 6-2 3-6 6-4.

Indian Wells, i veleni di Shapovalov: il “Kyrgios” canadese

Perché Sinner teme tanto il canadese? Perché sa che, contro di lui, ci metterà ancor più impegno e cattiveria agonistica. Già: Shapovalov, ai tempi bui del caso Clostebol e dei veleni quotidiani sul rosso di San Candido, fu secondo solo a Kyrgios per la virulenza dei suoi attacchi. “Non riesco a immaginarmi come debbano sentirsi in questo momento i giocatori che sono stati squalificati per una contaminazione. Esistono regole diverse per giocatori diversi“, disse commentando l’atteggiamento a suo dire “morbido” nei confronti dell’italiano. Che per la verità l’ha già sconfitto sul campo dopo quella sparata: vittoria in quattro set ai sedicesimi degli ultimi US Open.

Alcaraz, che fortuna: Dimitrov già rassegnato alla sconfitta

Se Shapovalov promette battaglia, Dimitrov sembra quasi rassegnato alla sconfitta prima di affrontare Alcaraz. “Cercherò di dare il massimo e di sfruttare le mie opportunità, ma in questa fase della mia carriera tento semplicemente di focalizzarmi su ciò che succede dal mio lato di campo e su quello che devo fare. Se vinco, bene; se perdo, bene lo stesso. Da anni adotto questa filosofia, specialmente nei periodi in cui non ho potuto gareggiare per gli infortuni”. Non è finita. Dal bulgaro pure lagne e piagnistei sulle condizioni meteo: “A Indian Wells lo stadio è splendido e la cornice di pubblico fantastica, ma giocare a tennis in queste condizioni è pessimo. Il vento ha reso la mia partita con Atmane davvero difficile“.

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