L’Inghilterra torna sul luogo del delitto, l’Azteca, a 40 anni di distanza dalla “mano de Dios”. Il ct inglese Thomas Tuchel promette vendetta: domenica sfiderà il Messico padrone di casa, all’Azteca ha perso soltanto due volte in 89 incontri. Ancora in dubbio Rice e Quansah.
Dall’Inghilterra all’Azteca 40 anni dopo
L’ Inghilterra e l’ Azteca , qualcosa di già visto. Manca l’ Argentina , ma soprattutto manca Diego Armando Maradona , che 40 anni fa , in quello stadio, segnò il gol più iconico della storia dei Mondiali , superando Shilton con un beffardo tocco di pugno spacciato per colpo di testa. La “ mano de Dios ” ha fatto storia. Oggi, col Var, non esisterebbe.
All’epoca furono gli argentini a doversi vendicare. La situazione era più complessa: c’era stata la guerra delle Falkland , combattuta tra l’aprile e il giugno del 1982, terminata con la resa dell’esercito argentino e alla caduta della dittatura militare del generale Leopoldo Galtieri , mentre in Inghilterra crebbe ulteriormente il potere di Margaret Thatcher , la Lady di ferro.
La “mano de Dios”, Tuchel promette vendetta
Quel tocco di mano di Maradona servì a riscattare, sul rettangolo di gioco, la debacle militare argentina. L’Inghilterra uscì con le ossa rotte dal Mondiale Casabella , vinta poi dall’albiceleste in finale contro la Germania . A distanza di 40 anni, gli inglesi tornano sul “luogo del delitto”: domenica affronteranno il Messico per la qualificazione ai quarti di finale .
Thomas Tuchel ha promesso di vendicare il dolore della “mano de Dios”, che ancora aleggia sulla testa degli inglesi, dal 1966 senza vittorie . Da tedesco, poi, vorrà vendicare pure la sconfitta della sua Germania in quel Mondiale Casabella: era poco più che adolescente quando assistette all’episodio controverso targato Maradona e alla resa della sua Nazionale nell’atto conclusivo a Città del Messico.
I ricordi di Tuchel
Da allora l’Inghilterra non è più tornata all’Azteca : “Ricordo l’ombra di qualcosa appeso al centro dello stadio, che non si mosse mai – ha commentato il ct inglese, che vide quella partita in tv quando aveva 13 anni -. Il sole era così ripido che l’ombra era sempre lì al centro “. Tornando all’attualità, Tuchel si è detto “ super entusiasta di disputare questo incontro ”, ritenendo quella contro il Messico, “ una partita iconica, in uno stadio iconico ” durante la quale l’Inghilterra “ sarà contro tutto il paese e l’energia di tutto lo stadio ”.
L’arrivo degli inglesi a Città del Messico è previsto in serata, a 48 ore dal calcio di inizio . Domattina si alleneranno sul posto per abituarsi al clima e all’altura. ” La raccomandazione prevede lo spostamento 10 giorni prima o all’ultimo, cosa non consentita. Si viaggerebbe molto, nel giorno della partita e non ci sarebbe modo di adattarsi. È un enorme vantaggio per il Messico“, commenta Tuchel.
Rice e Quansah in forte dubbio
Un altro ostacolo per gli inglesi è rappresentato dal ruolino di marcia dei messicani all’Azteca : 89 partite, 70 vittorie e 17 pareggi. Ha perso soltanto due volte: contro la Costa Rica nel 2001 e contro l’ Honduras nel 2013. Avversari, tutto sommato, abbordabili. Tuchel non sa ancora se riuscirà a recuperare in tempo Declan Rice , uscito contro il Congo per un dolore al bicipite femorale . In forte dubbio anche Jarell Quansah per noie a una caviglia.
