Squadra che vince non si cambia. Questa massima nel calcio non sempre ha trovato riscontro. Anzi, di casi contrari ce ne sono stai davvero tanti. Volendo restare in casa degli attuali campioni d’Italia, il post Triplete è certamente il più emblematico. E se c’è un ruolo che il passato deve avere è quello di insegnare. Così l’Inter si prepara a una mini rivoluzione, con tanti giocatori anche rappresentativi sul piede d’uscita.
- Sommer ai saluti, dubbi su Martinez
- Il caso Bastoni. Tanti a fine ciclo in difesa
- Piccolo restyling anche in mediana
- Tutto ruota attorno a Thuram in attacco
Sommer ai saluti, dubbi su Martinez
Partiamo proprio dalla porta, dove Yann Sommer ha lanciato segni di cedimento. Indizi che l’Inter ha colto, approfittando anche della scadenza naturale del contratto. La decisione è presa: lo svizzero non rimarrà. E se Josep Martinez non è riuscito a scalzarlo neppure nel suo anno più brillante, è chiaro che lo spagnolo non può ambire a null’altro che a un ruolo da dodicesimo. Ergo, serve un nuovo numero uno. Con la possibilità, nel caso, di cambiare anche entrambi i portieri se necessario.
Il caso Bastoni. Tanti a fine ciclo in difesa
Passiamo quindi alla difesa, il reparto più attenzionato dalla dirigenza meneghina. Ci sono tante valutazioni da fare. La prima è su Bastoni, sul quale va registrato l’interesse del Barcellona con relativa maxi-plusvalenza al seguito. L’Inter lo terrebbe volentieri ma tutto dipende dalla volontà del giocatore, amareggiato dopo le polemiche relative all’episodio di Kalulu e all’eliminazione dell’Italia per mano della Bosnia. Poi ci sono i calciatori epurati per limiti di età raggiunti, come Darmian e Acerbi. Anche De Vrij è destinato a salutare la comitiva, con la necessità dunque di una rifondazione quasi totale del pacchetto arretrato. D’altro canto quella nerazzurra è la terza rosa più vecchia del torneo, elemento da non sottovalutare.
Piccolo restyling anche in mediana
E il centrocampo? Qui il restyling dovrebbe essere meno profondo ma qualche pezzo andrà necessariamente cambiato. Anzitutto, Frattesi con Chivu ha giocato ancor meno che con Simone Inzaghi: un equivoco che andrà risolto. Poi c’è Mkhitaryan che appare a fine ciclo. L’armeno potrebbe anche restare per dare una mano ma certamente con un ruolo da comprimario e non di più di primo piano. Già nella stagione in corso l’ex romanista si è visto scavalcato da Zielinski nelle gerarchie e con l’arrivo, inevitabile, di una nuova risorsa nel reparto il suo spazio dovrebbe ulteriormente accorciarsi.
Tutto ruota attorno a Thuram in attacco
Chiosa finale sull’attacco che potrebbe anche rimanere inalterato. Lautaro, Bonny e Pio Esposito sono destinati a restare, salvo clamorosi colpi di scena oggi preventivabili. L’unico dubbio può riguardare Marcus Thuram che, arrivato a parametro zero, rappresenterebbe una gustosa plusvalenza per il club. A oggi non si sono palesate offerte concrete ma è ancora presto. La situazione del francese va seguita costantemente. In caso di partenza, la società naturalmente lo sostituirebbe cercando un’opportunità di mercato. Il grosso degli investimenti verrà fatto in altri reparti. La volontà di Chivu è quella di proporre un calcio più offensivo e imprevedibile, in grado di competere anche in Europa.
