L’esperienza in Arabia non cancella i ricordi. Dopo mesi di silenzio vissuti lontano dai riflettori italiani, Simone Inzaghi torna a prendere parola. E lo fa senza filtri. L’ex Inter, oggi al timone dell’Al-Hilal, si è confessato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, aprendo il cassetto dei ricordi. Un viaggio che ripercorre le tappe salienti di un’era impressa nella storia del club di Viale della Liberazione, nonostante lo spiacevole epilogo dell’ultima stagione.
E proprio sull’ultima annata, finita sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica, il tecnico piacentino ha detto la sua. Secondo l’allenatore, al contrario di quanto detto negli ultimi giorni, la sua Inter non avrebbe beneficiato di alcuna spinta da parte degli arbitri. Al contrario, ne sarebbe uscita penalizzata. Inzaghi, poi, fa luce anche sui motivi che l’hanno portato ai titoli di coda della sua avventura all’ombra della Madonnina.
- L'Inter e il caso Rocchi
- Inzaghi: "Siamo stati penalizzati, non favoriti"
- Bayern e Barcellona, poi la finale di Monaco
- Il retroscena dell'addio
L’Inter e il caso Rocchi
Il polverone giudiziario è ormai noto. Gianluca Rocchi è attualmente indagato dalla Procura di Milano per “concorso in frode sportiva”. Dai codici segreti fino alle accuse di aver favorito il cammino dell’Inter, sono varie le partite del campionato 2024-25 finite sotto la lente d’ingradimento. Con esattezza, le sfide di campionato Udinese-Parma, Inter-Verona e Bologna-Inter, a cui si aggiunge il derby Inter-Milan di Coppa Italia. Allo stato attuale, nessun club di Serie A risulta coinvolto nelle indagini, Inter compresa. Proprio il club nerazzurro è inevitabilmente finito al centro di numerose polemiche, vista l’accusa ai danni di Rocchi di aver scelto arbitri graditi o sgraditi all’Inter. Una narrazione che Inzaghi ha smontato e ne ha capovolto la prospettiva.
Inzaghi: “Siamo stati penalizzati, non favoriti”
Inzaghi rompe il silenzio e parla dell’uragano giudiziario che sta scuotendo i vertici dell’Aia. Le parole dell’ex Inter sono nette, volte a spazzare via ogni illazione sul coinvolgimento dell’Inter nel caso Rocchi. “Mi ha scioccato”, ha dichiarato. “L’Inter ha perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali. Il campionato, la Supercoppa.. È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti”.
Sull’ipotesi, al vaglio dei magistrati, di direttori di gara graditi o sgraditi all’Inter, il tecnico ha dichiarato: “Ok, ma come è possibile pensare a una macchinazione? Per noi è stata una stagione disgraziata. Ho sempre avuto grande rispetto per il lavoro degli arbitri e non voglio parlare del Napoli, che ha vinto onestamente lo scudetto. Ma resta la sensazione che ci sia stato tolto qualcosa. Non accuso nessuno e non dubito della buona fede. Diciamo che non siamo stati fortunati, tutto ha girato contro, anche se abbiamo le nostre colpe. Rimane un dispiacere che non passerà: perdere lo scudetto per un punto è doloroso”.
Bayern e Barcellona, poi la finale di Monaco
Non solo il caso Rocchi. L’intervista di Inzaghi ha riavvolto il nastro, parlando di una cavalcata tanto entusiasmante quanto, nel suo epilogo, dolorosa, seguita dal trasferimento in Arabia Saudita. “Il nostro sogno era il Triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili”, ha dichiarato l’ex Inter. Una rincorsa chiusa con un tris di flop. Sulla finale di Monaco: “Siamo arrivati alla partita senza troppe energie, sia fisiche che mentali. La delusione per lo scudetto perso ha pesato, minando l’autostima”.
Il retroscena dell’addio
Nessuna comunicazione anticipata alla squadra prima del disastro di Monaco. Inzaghi, a distanza di mesi, spazza via i rumors e fa chiarezza: “Non avrei potuto comunicarlo perché la decisione, molto sofferta per me e per la mia famiglia, non era stata presa. La verità è che è successo tutto molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin. In quel contesto ho manifestato l’esigenza di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora”.
Il tecnico, inoltre, spiega la scelta di volare in Arabia Saudita: “Si va per conoscere una nuova realtà. Per fortuna non ho mai avuto problemi di denaro, non era quello che mi mancava. Avevo una casa meravigliosa a Milano dalla quale vedevo tutto, anche San Siro. La proposta mi ha convinto e ora eccomi qua, felice di esserci“.
