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Inter: Chivu, il clima tossico, i colpevoli, i capelli inguardabili e la preghiera per Lucescu

Il tecnico rumeno si gode la resurrezione nerazzurra contro la Roma e applaude la reazione dei suoi nazionali: siparietto sui parrucchieri a Dazn

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Risposta migliore l’Inter non poteva darla dopo i legittimi dubbi degli ultimi tempi: il calo palese di forma e risultati abbinato alla delusione dei 5 nazionali eliminati dai Mondiali avrebbe potuto essere un cocktail letale per la capolista che invece ha dato dimostrazione di forza travolgendo la Roma e blindando il primato. Chivu si gode il sereno dopo la tempesta.

Il siparietto sui capelli

A Dazn subito dopo la partita si parte con un divertente siparietto con Federica Zille: “Avevamo due preoccupazioni: se i parrucchieri sono aperti domani e perché mi volevo togliere la giacca per buttarla via. Io avevo quella dei parrucchieri e lei della mia giacca. I miei capelli sono inguardabili… Mi sono messo di nuovo il casco come una volta“. Poi Chivu si fa serio e rivela: “Questa squadra dà segni di maturità. Magari nelle ultime gare, nella ripresa, ha avuto qualche calo, ma oggi ci siamo presentati con lo spirito giusto, essere dominanti e chiudere la partita”.

Il clima tossico del calcio italiano

Già in conferenza alla vigilia il tecnico nerazzurro aveva parlato del delicato momento dell’Italia calcistica e ora, parlando del clima tossico che si respira, aggiunge: “Non ho la bacchetta magica, siamo tutti colpevoli. Parlo dei social, dei tifosi, a volte anche dei giornalisti. Piace la critica, piace esaltare le cose negative, e invece il calcio dovrebbe essere un gioco. A partire dai giovani. Siamo tutti colpevoli, dovremo cambiare un po’ l’approccio a questo mondo e a questo bellissimo gioco che fa innamorare i bambini e i tifosi. Non invece chi gufa e chi spara… qualcosa che non si può dire”.

A proposito di Nazionale, anche la risposta dei vari Bastoni, Barella, Dimarco e company è stata esemplare: “Io non devo rispondere alla domanda, hanno risposto loro con una prestazione meravigliosa in campo. Si deve convivere con quel risultato, si va avanti cercando di imparare dagli errori. Spero accadrà e che non si crei un caso”.

In sala stampa invece il primo pensiero va al suo connazionale Mircea Luscescu, ricoverato in gravi condizioni in terapia intensiva in ospedale per un infarto: “Stiamo pregando tutti che ritrovi la salute. Dal punto di vista umano è una persona perbene, gli auguriamo il meglio a lui e alla sua famiglia”.

Inter: Chivu, il clima tossico, i colpevoli, i capelli inguardabili e la preghiera per Lucescu Ansa

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