Nei giorni in cui il calcio italiano è stato travolto dalla bufera Rocchi, con il designatore arbitrale iscritto nel registro degli indagati della Procura di Milano per concorso in frode sportiva, la Serie A sta per mandare in archivio anche la 34esima giornata di campionato. È ormai questione di giorni per la vittoria dello scudetto dell’Inter, rimontata e fermata sul 2-2 dal Torino di Roberto D’Aversa, capace di annullare il doppio vantaggio nerazzurro. Nel dopo gara, Cristian Chivu è tornato sugli episodi che hanno deciso il match in casa dei granata, “glissando” sul caso Rocchi in attesa di ulteriori sviluppi.
- Chivu "glissa" sul caso Rocchi: "Io faccio il tecnico..."
- Chivu: "Il rigore? Mi mancavano agli occhiali..."
Chivu “glissa” sul caso Rocchi: “Io faccio il tecnico…”
Quando scoppia una “bomba” del genere, sotto il profilo mediatico, l’attualità prende inevitabilmente il sopravvento, sul campo e su ogni aspetto tecnico. Se poi, le prime immagini sembrano coinvolgere la sala Var di una partita in cui era protagonista l’Inter a San Siro, scontato che i tesserati nerazzurri siano chiamati a rispondere alle molteplici domande dei cronisti sulla vicenda Gianluca Rocchi, tra gli indagati della Procura di Milano insieme al supervisore Var Gervasoni.
Al termine di Torino-Inter, infatti, Cristian Chivu è stato sollecitato sul tema dallo studio di Dazn, ma si è avvalso del sacrosanto diritto di “glissare” sull’argomento e sul possibile coinvolgimento del club nerazzurro: “Io faccio il tecnico, preparo la squadra, penso a superare le nostre difficoltà. Dovevamo fare quattro punti in cinque, ora ne mancano tre in quattro. Se qualcuno pensa che sia semplice portare a casa dei risultati… Poi bisogna andare in campo e non è mai semplice, all’epoca abbiamo rischiato di perdere qualche scudetto. Noi vogliamo portare a casa il nostro sogno il prima possibile”.
E ai microfoni di Sky Sport, la musica non è cambiata: “L’inchiesta? Io parlo di calcio, sono un tecnico e sono pagato per preparare al meglio le partite e trasmettere serenità e motivazioni: sembra che sul 2-0 non abbia fatto bene il mio lavoro e mi prendo le responsabilità. Cambia poco, abbiamo bisogno di tre punti e vogliamo chiudere al più presto”. Del resto, a prendere posizione e a rappresentare la società nel pre gara, c’aveva già pensato il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, che ha tranquillizzato i tifosi circa la “correttezza” con cui ha agito il club.
Chivu: “Il rigore? Mi mancavano agli occhiali…”
Una volta metabolizzato il pirotecnico 2-2 con il Toro, Cristian Chivu si è concentrato con apparente “leggerezza” sugli episodi che hanno deciso il match dello stadio Olimpico “Grande Torino”. Tra questi, il penalty assegnato ai padroni di casa per il tocco con il braccio di Carlos Augusto (giudicato in “posizione innaturale” dall’arbitro Mariani) sul colpo di testa di Zapata: “Il rigore al Var? Mi mancavano gli occhiali, non vedevo il monitor… Non parlo di arbitri e decisioni, ho fatto così per tutto l’anno”, ha detto tra coerenza e ironia il trainer nerazzurro.
Nessun dramma, l’Inter è sempre più vicina all’obiettivo. Quel tricolore da conquistare nel più breve tempo possibile, senza farsi condizionare da elementi esterni: “Il mio focus è preparare la gara e trasmetterla ai ragazzi. Penso solo a portare a casa uno degli obiettivi di inizio stagione, devo trasmettere serenità, voglia e fame. Il resto per me conta poco. Diamo merito al Toro perché ci ha creduto e ha messo qualcosa in più quando tutto sembrava sotto controllo. Il 2-0 doveva darci più serenità, – ha precisato – poi il 2-1 lo abbiamo sofferto dal punto di vista mentale. A volte queste partite si possono anche perdere, i miei sono stati bravi a rimanere dentro alla partita fino alla fine. Merito agli avversari perché hanno creduto di ribaltarla”.
