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Inter, Garlando indica il nerazzurro simbolo del fallimento

La firma della Gazzetta fa il punto sui passi indietro della squadra di Conte

04-11-2020 10:55

Inter, Garlando indica il nerazzurro simbolo del fallimento

Di chi è la colpa dei passi indietro dell’Inter in questa stagione? Mentre i tifosi – e non solo – puntano il dito contro Antonio Conte, arrivando a chiederne addirittura l’esonero, giornalisti e opinionisti allargano l’analisi alle eventuali colpe della dirigenza. Tra quelle di maggiore respiro c’è l’analisi di Luigi Garlando, firma della Gazzetta dello Sport, che parlando a Radio Sportiva certifica la mancata crescita della squadra di Conte. 

Il passo indietro dell’Inter

“Vedo più un passo indietro – dice Garlando -. C’è una solidità in campo ma quell’ultimo salto che doveva essere fatto dalla stagione scorsa non è stato fatto. È una squadra in bilico, contro il Real la prestazione c’è stata però questa squadra non riesce a dimostrare la superiorità col risultato. Vuol dire che i problemi ci sono e manca quell’ultimo step”. 

Problemi che derivano dalle difficoltà di alcuni singoli che nei piani della dirigenza avrebbero dovuto fare la differenza e che invece faticano, come Arturo Vidal. “È il giocatore simbolo, che per esperienza e spessore doveva darti qualcosa in più, invece non accompagna la squadra in questa crescita e sbaglia tanto”. 

Nainggolan simbolo del fallimento dell’Inter

Ma per Garlando c’è un episodio che più degli altri spiega i problemi dell’Inter: “Veder entrare Nainggolan in quella condizione e prima di Eriksen è la consacrazione di un fallimento”. Il fatto che Conte preferisca il belga al danese, il grande colpo di mercato della scorsa sessione di gennaio, è dunque il vero simbolo dell’avvio fallimentare dell’Inter di questa stagione. 

Un fallimento dovuto alle scelte del tecnico, dunque, ma anche della dirigenza. “Era più naturale e ‘contiana‘ l’Inter dell’anno scorso. Invece Conte non è più Conte né fuori né in campo, sembra anestetizzato, come se dopo quel 25 agosto fosse sceso a patti e compromessi. Ma è anche inammissibile che l’Inter non abbia trovato negli anni giocatori di qualità nella mediana e una batteria offensiva più grande”, la conclusione di Garlando.     

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