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Inter, Massimo Moratti lancia una frecciata alla Juventus

L'ex presidente dell'Inter, Massimo Moratti, ha affrontato diversi temi tra cui la possibile ripresa del campionato.

Il rapporto fra l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti e la rivale di sempre dei nerazzurri, la Juventus, non è mai stato idilliaco. La reciproca antipatia sportiva è stata confermata dalle parole rilasciate dallo stesso Moratti alla ‘La Gazzetta dello Sport’, sulla possibilità di assegnare lo scudetto anche senza concludere la stagione.

Il riferimento della frecciata di Moratti è allo scudetto 2005/06, revocato alla Juventus e assegnato all’Inter dopo i fatti di Calciopoli. All’ex presidente nerazzurro è stato chieso cosa ne pensasse del ‘like’ di Andrea Agnelli al post di un tifoso che non vorrebbe lo scudetto perché, a detta del tifoso stesso, “la Juve non è come l’Inter”. “C’è una leggerissima differenza – ha risposto Moratti -. Allora si trattava di una truffa, qui di un virus che ha paralizzato il mondo”.

“Il triplete? Avranno altre occasioni – ha poi aggiunto Moratti, sempre riferendosi ai bianconeri, in corsa per tutte e tre le competizioni più importanti al momento della sospensione per l’emergenza Coronavirus -. Se mi darebbe fastidio un loro en plein? Nessun record resiste in eterno. Di sicuro il nostro Triplete non ce lo toglierà nessuno”.

Moratti ha poi confermato un’opinione già espressa nelle scorse settimane, cioè quella della necessità di mettere un punto alla stagione al momento sospesa: “Meglio preparare la prossima stagione. Ma ci sta che uno come Lotito parli da tifoso” ha detto, riferendosi alla volontà mai nascosta, da parte della Lazio, di riprendere la stagione. “Lo scudetto? Ora non è una priorità. Però l’Inter ha tutto per vincerlo” ha aggiunto.

Sul tema mercato, dopo la suggestione Messi di qualche settimana fa, Moratti ha fatto un altro nome sorprendente: “Non cederei Lautaro, ma se arriva Messi ci sto. E se Leo è impossibile, al posto del Toro vorrei Dybala“.

L’ex presidente dell’Inter è poi tornato sul decennale del Triplete, raccontando quali siano, secondo lui, le immagini simbolo di quei successi: “Sembrerà strano, ma è un’immagine vista dopo la finale di Madrid, in tv. Una ragazza coi capelli corti e la maglia nerazzurra che piange a dirotto. L’emblema della felicità regalata a tanta gente. Poi il primo gol di Milito, per l’importanza e la bellezza, quell’esitazione con cui fece perdere il tempo a portiere e difensore. Diego era così, classe purissima: anche i suoi silenzi erano delle lezioni”.

SPORTAL.IT | 06-05-2020 11:18

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