Sandro Mazzola, leggenda e primo tifoso dell’Inter, punta la vittoria dello scudetto e il rush finale di stagione che attende la squadra di Cristian Chivu. Un’annata particolare per i colori nerazzurri, tra parziale dominio in Serie A e delusione in Champions League, senza dimenticare la possibilità di conquistare la finale di Coppa Italia. Il tutto, condito dal caso Bastoni e dalle pesanti assenze di Lautaro Martinez e Marcus Thuram per larghi tratti della stagione. La vittoria di Como, però, sembra aver messo la parola fine alla corsa scudetto.
- Sandro Mazzola: "Scudetto all'Inter? Sto sempre in guardia..."
- Mazzola, parole al miele per Chivu: "Tira dritto con il suo stile"
- La delusione Champions e l'importanza di Lautaro Martinez
- Il caso Bastoni
Sandro Mazzola: “Scudetto all’Inter? Sto sempre in guardia…”
Discorso scudetto chiuso? Prevale ancora la scaramanzia, nonostante il 4-3 di Como abbia consentito all’Inter di allungare a +9 sul Napoli di Antonio Conte. Il grande Sandro Mazzola non si sbilancia nel corso dell’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport: “Io sto sempre in guardia, ma non perché non mi fidi dei miei – per me i giocatori dell’Inter sono sempre i migliori del mondo -, ma perché ho i capelli bianchi e ne ho viste tante. Gli scudetti si vincono solo quando qualcuno te li cuce sul petto, ma penso davvero che questo momento arriverà. La squadra è stata troppo superiore rispetto alle altre“.
Mazzola, parole al miele per Chivu: “Tira dritto con il suo stile”
Prima stagione sulla panchina nerazzurra per Cristian Chivu, che l’ambiente Inter lo conosceva già alla perfezione, proprio come Sandro Mazzola. Parole al miele per il tecnico della capolista, che ha raccolto un’eredità pesante come quella lasciata da Simone Inzaghi la scorsa estate: “La chiave del successo? L’allenatore, un ragazzo per bene in cui io ho sempre creduto dall’inizio. Non tutti pensavano che Chivu avrebbe avuto questo effetto sulla squadra e, invece, si è fatto seguire subito. Davanti c’è lui, dietro il gruppo: è in questo che si vede un vero leader. Perché mi piace Chivu? Tira dritto con il suo stile. Non lo sentirete urlare o esagerare, ma segue la sua strada. Sa che bisogna giocare bene, ma soprattutto vincere. L’anno scorso non ci siamo riusciti, è finito tutto sul più bello, in questo sarà diverso. E non sottovalutate la Coppa Italia: che bella rinascita una doppietta”.
Chivu come Invernizzi. Ed è qui che Mazzola apre la scatola dei ricordi: “‘Robiolina’ Invernizzi! Anche lui veniva dalle giovanili. Arrivare dopo uno come Helenio Herrera non era facile per nessuno: il Mago aveva un’impronta pesantissima. Siamo stati noi vecchi dello spogliatoio, da me a Facchetti e Corso, a convincere il presidente Fraizzoli che quella era la scelta giusta. Alla fine è andata bene e l’anno dopo abbiamo pure rischiato di vincere la Coppa Campioni”.
La delusione Champions e l’importanza di Lautaro Martinez
Probabilmente, l’unico neo della stagione dell’Inter continua ad essere il cammino europeo. In Champions League, dove si era iniziato nel migliore dei modi, la squadra di Chivu si è lasciata andare nel finale della fase campionato, per poi essere eliminata ai playoff dal Bodo/Glimt: “Si poteva andare avanti ancora un altro po’, diciamo che non avrebbe fatto male… Ma non puoi pensare che vada tutto bene in delle stagione così dure: rispetto ai miei tempi, ora si gioca tantissimo, sicuramente troppo, e una giornata storta può capitare a tutti. Poi si era pure fatto male Lautaro: inutile nasconderlo, senza di lui è tutta un’altra Inter. La scommessa è dimostrare di poter continuare a vincere anche adesso che il capitano si è fermato”, ha ricordato Mazzola.
Capitolo Lautaro sempre molto delicato in casa Inter. Dopo aver superato lo stesso Mazzola, il capitano nerazzurro ha fatto meglio anche di Boninsegna e adesso punta a raggiungere “Spillo” Altobelli e Meazza. Non due nomi qualunque: “Uno era un centravanti straordinario: come Spillo ne nascono pochi. L’altro, per uno come me, significa semplicemente tutto. Era una persona eccezionale e un calciatore incredibile: prima che diventasse il nostro allenatore nelle giovanili, sembrava quasi una divinità di questo gioco. Lo guardavamo a bocca aperta mente calciava a una potenza incredibile e non si capiva mai se fosse destro e mancino. Poi sapeva caricare i più giovani, spiegava cosa sia l’Inter: lo considero il mio maestro per tutta la vita”.
Il caso Bastoni
Dalla famigerata simulazione in Inter-Juve al fallo da espulsione in Bosnia-Italia. Stagione più che sfortunata per Alessandro Bastoni, finito nel mirino di tifosi e addetti ai lavori nel 2026, con un mercato all’orizzonte che continua ad avvicinarlo al Barcellona di Hansi Flick. Sandro Mazzola, dal canto suo, non fa drammi, conoscendo il ragazzo e l’Inter: “Perché ce l’hanno tutti con lui? Cosa ha fatto di così grave? Si può sbagliare, lo fanno tutti i giocatori di tutte le squadre, ma solo con gli interisti c’è questo accanimento. L’unica cosa che posso dirgli è: testa alta e riprenda a pedalare subito. Il Barcellona in estate? Ma dove deve andare? Milano è più bella anche di Barcellona: se ci fosse ancora Luisito (Suarez), glielo avrebbe confermato pure lui…”.
