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L’Inter vede lo scudetto, cosa manca e quando potrebbe festeggiare il tricolore

I nerazzurri vantano sette punti di vantaggio sulla squadra di Conte. Gli uomini di Chivu si affidano a capitan Lautaro: cosa succede in caso di arrivo a pari punti

Pubblicato:

Ylenia Cucciniello

Ylenia Cucciniello

Football Specialist

Giovanissima e appassionatissima di tutto lo sport: scrive di calcio giocato ma non rinuncia allo sguardo sull'extra campo, dove spesso si trovano risposte che il rettangolo verde non riesce a restituire

Sette punti. Questo è il margine che separa l’Inter, capolista della Serie A, dal Napoli di Conte, rispettivamente a quota 72 e 65. La 31esima giornata ha ulteriormente definito la lotta scudetto, con il successo dei partenopei contro il Milan che ha permesso il sorpasso proprio sui rossoneri, e la netta vittoria dell’Inter contro la Roma che ha avvicinato ancor di più la squadra di Chivu al tricolore. La strada resta comunque lunga. Con sette giornate ancora da disputare non esiste alcuna certezza matematica, ma iniziano a delinearsi i primi scenari su quanti punti potranno essere necessari per laurearsi campioni d’Italia.

Volata scudetto: cosa manca all’Inter per blindare il tricolore

Conti alla mano, ai nerazzurri servono 15 punti, ovvero cinque vittorie nelle prossime cinque gare. Anche qualcosa in meno, qualora il Napoli dovesse inciampare lungo il percorso. A parità di rendimento con la squadra di Conte, il 10 maggio potrebbe rappresentare la data chiave, in occasione della trasferta dell’Olimpico contro la Lazio, con l’Inter che potrebbe matematicamente cucirsi lo scudetto sul petto. Raggiunta quota 87 punti a 180 minuti dal termine, i partenopei non avrebbero più margine per colmare il distacco.

Proprio perché la matematica non ha ancora emesso il suo verdetto, il Napoli conserva più di una speranza, seppur non totalmente padrone del proprio destino. Di fatto, oltre a vincerle tutte, dovrebbe confidare in più di un passo falso dell’Inter per immaginare aggancio e sorpasso. Il tetto massimo a cui possono ambire gli azzurri è infatti quota 86 punti. Dunque, l’Inter, nelle ultime sette giornate, dovrebbe perdere almeno 13 punti e fermarsi a 85. Teoricamente possibile, ma sarà il campo a emettere i verdetti.

Il fattore Lautaro e le insidie del calendario

Al di là dei numeri, sarà come sempre il campo a emettere verdetti. Sono diversi i fattori in gioco, dal calendario alle condizioni fisiche e mentali delle rose. Conte sa bene come si vincono i campionati (cinque in bacheca, oltre a una Premier) mentre per Chivu si tratta di una prima assoluta in panchina in una corsa di questo tipo. Le risorse non mancano da entrambe le parti ma, per l’Inter, uno degli uomini chiave resta senza dubbio Lautaro Martinez.

Con il leader argentino in campo, la squadra cambia volto. E i numeri lo confermano: il capitano ha saltato sei partite per infortunio e, dopo le prime due vittorie contro Lecce e Genoa, sono arrivati tre pareggi, incluso quello di Coppa Italia contro il Como, e una sconfitta nel derby, con appena due gol segnati in quella fase negativa. Il suo ritorno ha nettamente invertito la rotta, con cinque reti realizzate in 90 minuti, due delle quali portano la sua firma.

Ora, però, lo sguardo è rivolto alle ultime sette giornate. Como, Cagliari, Torino, Parma, Lazio, Verona e Bologna saranno gli avversari dei nerazzurri, che disputeranno quattro delle sette gare in trasferta. La sensazione è che, superando l’ostacolo della sfida in riva al lago, la strada verso lo scudetto potrebbe mettersi in discesa.

Il calendario dell’Inter

  • 32ª Como-Inter (Serie A)
  • 33ª Inter-Cagliari (Serie A)
  • 34ª Torino-Inter (Serie A)
  • 35ª Inter-Parma (Serie A)
  • 36ª Lazio-Inter (Serie A)
  • 37ª Inter-Verona (Serie A)
  • 38ª Bologna-Inter (Serie A)

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Le armi di Conte per l’impresa

Come detto, ognuna delle due squadre vanta grandissime risorse. Da una parte Lautaro Martinez (e non solo), dall’altra, il Napoli può contare su Anguissa, Lobotka, McTominay e De Bruyne, quartetto tornato insieme dal primo minuto dopo ben 190 giorni. Una combinazione che genera un picco di qualità altissimo per Conte, per tecnica e intelligenza tattica. I partenopei, inoltre, hanno dimostrato più volte nel corso della stagione di saper cambiare pelle, anche a gara in corso, aggiungendo imprevedibilità e soluzioni diverse grazie alla duttilità dei suoi giocatori.

Sguardo al calendario, Parma, Lazio, Cremonese, Como, Bologna, Pisa e Udinese saranno le ultime avversarie degli azzurri, che giocheranno quattro delle sette gare al Maradona. La squadra di Conte deve vincerle tutte, magari sperando in un crollo dei nerazzurri per completare un’impresa che, oggi, è complicata, ma non totalmente impossibile.

Il calendario del Napoli

  • 32ª Parma-Napoli
  • 33ª Napoli-Lazio
  • 34ª Napoli-Cremonese
  • 35ª Como-Napoli
  • 36ª Napoli-Bologna
  • 37ª Pisa-Napoli
  • 38ª Napoli-Udinese

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Cosa accade in caso di arrivo a pari punti?

C’è poi un altro scenario, quello dell’arrivo a pari punti. In quel caso, a differenza del passato, non conteranno né gli scontri diretti né altri criteri di classifica, ma sarà necessario uno spareggio per assegnare lo scudetto. Inter e Napoli si giocherebbero tutto in 90 minuti. A decidere sarebbe una gara secca, da disputarsi sul campo della squadra meglio posizionata secondo i criteri previsti: allo stato attuale, toccherebbe al Napoli. Se la parità dovesse persistere anche al termine dei tempi regolamentari, niente supplementari: si andrebbe direttamente ai calci di rigore per decretare la squadra campione d’Italia.

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