L’Inter si cuce sul petto il 21esimo tricolore dei suoi 108 anni di storia, tornando a festeggiare la conquista dello Scudetto tra le mura amiche a 37 anni dall’ultima volta. Il traguardo corona la fantastica cavalcata guidata da Cristian Chivu, un percorso netto culminato con il successo firmato Thuram e Mkhitaryan contro il Parma. Al triplice fischio, l’esplosione di gioia. L’abbraccio sul prato di San Siro tra giocatori, staff tecnico e dirigenza, tutti a raccogliere la meritata ovazione dei tifosi nerazzurri. Poi, la festa si è spostata lungo le strade del capoluogo lombardo. Tutti in piazza Duomo, raggiunta dalla squadra a sera inoltrata, dopo un primo momento di celebrazione privata allo Sheraton.
San Siro in estasi
Triplice fischio. L’Inter batte il Parma 2-0 e si cuce l’ennesimo tricolore sulla maglia. Un’esplosione di gioia, con l’intera panchina che si riversa in campo per dare il via ai festeggiamenti. Fuochi d’artificio, coreografie nerazzurre e la voce di 74.198 spettatori. Salti, abbracci, bottiglie stappate, con lo sguardo inevitabilmente rivolto al secondo anello verde. In un clima di totale entusiasmo, ogni giocatore è andato a raccogliere il tributo dei tifosi, ricevendo l’omaggio di un coro ad hoc. La festa si è poi spostata negli spogliatoi tra gavettoni, salti e cori. Giusto il tempo di un brindisi privato e la squadra è andata a tuffarsi nel bagno di folla di una piazza Duomo già presa d’assalto dai tifosi ancor prima del triplice fischio.
Il brindisi allo Sheraton
Due stagioni fa, l’Inter celebrava la conquista della seconda stella, cucita sul petto al culmine del derby vinto in casa del Diavolo. Questa notte il copione si è fedelmente ripetuto. La stessa gioia, dallo spogliatoio fino all’hotel Sheraton, tutti uniti dalla stessa voglia di brindare a una cavalcata trionfale proiettando già lo sguardo al futuro. Il club di Viale della Liberazione si è ritagliato un momento di intimità, ritrovandosi per un brindisi privato: attorno ai neo-campioni si sono stretti il presidente Marotta, il ds Audilio e il vice Baccin, affiancati da Katherine Ralph, membro del Consiglio di Amministrazione intervenuta in rappresentanza della proprietà americana Oaktree, per alzare i calici verso l’ennesimo capitolo vincente della gloriosa storia interista.
La lunga notte di piazza Duomo
La festa per il tricolore non è rimasta confinata al prato di San Siro. Al triplice fischio dell’arbitro Bonacina, un’incontenibile onda nerazzurra si è riversata per le vie di Milano, dando libero sfogo a un entusiasmo già palpabile nel pre-partita, quando il pullman della squadra aveva raggiunto l’impianto scortato da un’autentica marea umana. Il coro “I campioni dell’Italia siamo noi”, intonato a pieni polmoni ben prima del calcio d’inizio, ha ripreso vigore a gara conclusa, accompagnando l’invasione dei sostenitori verso piazza Duomo, palcoscenico della notte scudetto. Qui, esaurito il brindisi privato, la squadra ha raggiunto la propria gente a bordo del bus, trascinata da un Dimarco scatenato, abile a infiammare la piazza dopo aver chiamato a raccolta il tifo via social per questo raduno spontaneo.
Al suo fianco, nei panni di autentico mattatore della nottata, Marcus Thuram con tanto di occhiali da serata techno. Tra maglie celebrative, canti, balli e il taglio di una torta decorata con il numero 21, la squadra ha poi preso posto sulla celebre terrazza affacciata sulla piazza: ad aprire le danze è stato Bastoni, seguito a ruota dal presidente Marotta e dal resto della squadra, fino alle apparizioni a notte fonda di Dimarco e Thuram e all’atteso affaccio di capitan Lautaro Martinez.
Un bagno di folla che rappresenta soltanto il primo atto delle celebrazioni ufficiali, destinate a culminare il prossimo 17 maggio al termine della sfida di campionato contro il Verona, con la consegna della coppa e la consueta parata in pullman scoperto per le arterie del capoluogo lombardo. Prima dell’apoteosi definitiva, però, l’Inter è chiamata a mantenere alta la concentrazione per la sfida del 13 maggio: la finale di Coppa Italia contro la Lazio potrebbe arricchire il bottino stagionale, regalando ai tifosi ben due trofei da esibire in trionfo sul bus scoperto.
