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Darderi vuol scoprire se davvero tutte le strade portano (alla finale) a Roma. "Grazie, pubblico decisivo"

La nottata felice contro Jodar ha posto Darderi in una nuova dimensione: "Volevo questa vittoria, è stata dura resistere dopo il 2° set, il pubblico mi ha spinto verso l'impresa".

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

La vera attrazione al Foro Italico ieri sera ha acceso i riflettori intorno alle 23. Quando le luci dell’Olimpico hanno cominciato a spegnersi, quando Luciano Darderi ha deciso di accendere la fantasia di migliaia di appassionati che incuranti del freddo e dell’orario decisamente al limite (roba che Madrid spostati, riprendendo le polemiche sugli orari d’inizio delle partite serali nel Masters 1000 madrileno) hanno preferito barattare qualche ora di sonno per godersi uno spettacolo unico. La più bella partita del torneo (almeno sin qui), roba che Luli potrà raccontare ai nipotini.

Luli non può essere una sorpresa: “Fisicamente sono al top”

La semifinale che domani disputerà contro Ruud è il massimo traguardo raggiunto dal 24enne di Villa Gesell a livello di Masters 1000. Ed è anche una sorta di ricompensa per tutto il lavoro fatto in questi ultimi due anni, che lo ha portato a diventare il giocatore più vincente sulla terra (cinque tornei vinti, tutti quelli conquistati in carriera: Sinner, dovesse vincere a Roma, nello stesso periodo salirebbe a tre, peraltro tutti consecutivi).

Insomma, Darderi in semifinale al Foro non può e non deve essere una sorpresa: la crescita costante sulla superficie prediletta dai latini è stata evidente, e dopo qualche alto e basso che ne ha caratterizzato la prima parte di stagione sulla terra a Roma è esploso in tutta la sua esuberanza.

Tanto che nel commentare la vittoria su Jodar ha ammesso che la chiave di volta è stata proprio la resistenza fisica. “Ho cercato di lottare e di spingere su ogni palla, a un certo punto credo che la mia parte fisica abbia preso il sopravventi. È stata una lotta estenuante, ma di quelle belle, al di là del fatto che poi sia arrivata una vittoria che volevo con tutto me stesso”.

La spinta del pubblico, lo “spauracchio” Ruud (che è tornato)

Le luci del Centrale sono rimaste accese oltre le due di notte per bagnare la prima semifinale conquistata da Darderi nella Capitale. “Abbiamo cominciato veramente troppo tardi, ma per fortuna avrò un giorno per recuperare prima di concentrarmi sulla sfida con Ruud. Adesso mi godo semplicemente il viaggio, anzi il sogno: il pubblico a un certo punto è stato determinante, perché le energie si stavano esaurendo e onestamente, dopo aver perso il secondo set (dove era avanti di un break all’inizio), ho temuto che potesse finire male. Invece ho trovato risorse che non pensavo di avere e il resto è venuto da sé”.

Su Jodar, però, solo elogi: “Un ragazzo veramente in gamba, e che ha dimostrato di essere già oggi tra i migliori. È stato un avversario veramente durissimo da affrontare, mi ha costretto a giocare tante palle basse per spezzargli un po’ il ritmo, ma non è stato sempre possibile. Sono convinto che in futuro potranno esserci nuove occasioni di ritrovarci l’uno di fronte all’altro”.

Con Ruud invece domani sarà una prima volta assoluta: il norvegese è alla prima semifinale dell’anno, ma si troverà un ostacolo tosto davanti. Anche perché Darderi vuole scoprire se davvero tutte le strade portano a Roma. O meglio, alla finale di Roma.

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