Vent’anni fa l’Italia trionfava ai Mondiali di Germania, più forte anche della tempesta Calciopoli. Oggi la Nazionale prova a tornare a galla dopo tre mancate qualificazioni ai Mondiali, inseguendo con Malagò i sì di Antonio Conte e Paolo Maldini.
- In 20 anni dal trionfo in Germania a tre flop Mondiali di fila
- Il piano A di Malagò, prima Maldini poi Conte
- La deadline e l'ottimismo di Malagò
In 20 anni dal trionfo in Germania a tre flop Mondiali di fila
Vent’anni sono trascorsi dal trionfo azzurro ai Mondiali in Germania. Vent’anni fa l’ultima vera soddisfazione vissuta dall’Italia di Marcello Lippi, di Buffon e Cannavaro, di Pirlo e Totti e di altri indimenticati campioni in una fase finale di una Coppa del Mondo, diventata un incubo già nel 2010 e poi di nuovo nel 2014 con la doppia eliminazione nella fase a gironi. Niente in confronto alle tre mancate partecipazioni di fila (2018, 2022 e quest’anno).
L’Italia è da ricostruire dalle ceneri del flop bosniaco, che ha portato alle dimissioni di Rino Gattuso, Gianluigi Buffon e soprattutto di Gabriele Gravina, sostituito alla presidenza della FIGC dal neo-eletto Giovanni Malagò, che si dice pronto a restituire forza e dignità a una Nazionale in cerca di riscatto.
Il piano A di Malagò, prima Maldini poi Conte
Il piano A del presidente federale non è cambiato. I prescelti per la rinascita azzurra sono Antonio Conte e Paolo Maldini, due che la maglia dell’Italia l’hanno onorata eccome da calciatori e pure da allenatore, nel caso di Conte, già commissario tecnico nel biennio 2014-2016, che condusse agli Europei in Francia, terminati con l’amaro epilogo ai rigori contro la Germania ai quarti di finale.
Ai due, Malagò, vuole consegnare l’Italia. Ambiziosi, vincenti, esperti, Conte e Maldini rappresentano, allo stato attuale, il meglio a disposizione. Il primo ha lasciato il Napoli in Champions League dopo aver vinto uno scudetto al primo colpo e una Supercoppa Italiana al secondo anno. L’altro, Maldini, è stato allontanato in malo modo dal Milan, nonostante lo scudetto numero 19 vinto nel 2022.
La deadline e l’ottimismo di Malagò
Malagò attende le loro risposte, intanto il tempo scorre e ci si avvicina ai primi impegni della nuova gestione federale: tra poco più di due mesi, l’Italia affronterà un poker di partite in soli 10 giorni, per la fase a gironi della Nations League, ospitando Belgio (25/9) e Turchia (5/10), volando prima in Turchia (28/9) e poi in Francia (2/10).
La deadline del presidente federale potrebbe scadere entro questo weekend, convinto che il tempo richiesto da Maldini e Conte per riflettere sugli incarichi da assumere sia indice di serietà e non certo un segnale negativo. Il potenziale nuovo direttore tecnico azzurro e presidente del Club Italia, poi, avrebbe già ricevuto un’altra proposta prima di quella azzurra, e la starebbe vagliando con attenzione.
Malagò si dice ottimista. Dopo il sì di Maldini si aspetta quello di Conte, la cui scelta dipenderà anche dal via libera dell’ex capitano rossonero. I contatti tra le parti sono costanti, in Serie A tutte le panchine sono state coperte e neppure le sirene arabe sembrano affascinare l’allenatore salentino, pronto a tornare sulla panchina azzurra. Dovesse sfumare, l’alternativa rimane Roberto Mancini.
