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Italia, Antropova resta a riposo, ma Velasco si gode Omoruyi e la solita Nervini: 3-2 in rimonta alla Serbia

Nella prima gara dell'AIA AeQuilibrium Cup l'Italia si presenta senza Antropova, attesa al debutto in posto 4, ma batte comunque una Serbia dura a morire: 3-2 in rimonta, Nervini decisiva

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Ha trollato un po’ tutti, Julio Velasco: ha dato appuntamento a Genova con la “promessa” che avrebbe schierato per la prima volta Kate Antropova in posto 4, e invece ha pochi minuti dalla partita con la Serbia (che segna il debutto dell’Italia nell’AIA AeQuilibrium Cup) alla consegna delle liste si è scoperto che Antropova stasera non avrebbe giocato. Turno di riposo per l’opposto che nella prossima stagione sarà di stanza in Turchia, all’Eczacibasi, ma un po’ di disappunto sugli occhi dei tanti tifosi che non aspettavano altro che vedere Kate nel nuovo ruolo, quello che il CT intende cucirgli addosso per farla giocare assieme a Paola Egonu.

Kate resta a guardare: debutto rimandato a sabato

Ci sarà tempo e modo per assistere alla prima recita di Antropova in banda, magari già nella sfida di sabato contro la Turchia (che ha battuto 3-2 la Polonia nel primo match).

Dove peraltro mancheranno due delle titolari in campo stasera nel successo per 3-2 contro la Serbia: Loveth Omotuyi e Linda Nwakalor beneficeranno di 48 ore di permesso, poiché invitate d’onore al matrimonio di Sylvia Nwakalor, sorella di Linda (e Loveth sarà damigella d’onore), che in nazionale ha bazzicato fino a che in panchina c’era Mazzanti, mentre adesso che è fuori dal giro non s’è fatta troppi problemi nel programmare le nozze appena terminata la stagione dei club (lei gioca in Giappone da un paio d’anni). Insomma, con due titolari odierne in meno, è evidente che Velasco si sia tenuto il jolly Antropova per domani.

Con la Serbia è una battaglia, come nella migliore tradizione

Nella gara contro le serbe il CT è partito con Cambi al palleggio e Obossa in posto 2, Nervini e Omoruyi in banda, Nwakalor e Manfredini sottorete e Fersino nel ruolo di libero. Un test probante, molto più dei due disputati la settimana scorsa con la Francia, sebbene anche la Serbia si sia presentata a Genova con una veste un po’ “futuribile” (non c’è ad esempio Boskovic, ma gioca Kurtagic, la centrale di Milano).

Ma dopo un avvio in equilibrio, con un primo strappo delle balcaniche subito ripreso da una scatenata Nervini, le azzurre avanzano senza indugio e si guadagnano un margine di una certa sicurezza per chiudere poi sul 25-23. La reazione delle serbe è però veemente: dopo un tentativo italiano di fuga in avvio di secondo set, Aleksic prende possesso delle operazioni sottorete e mette la firma sul parziale di 6-0 che ribalta tutto, nonostante Diop le provi tutte per riportare sotto le compagne.

Ma l’opposto subentrato a Obossa predica nel deserto: l’Italia cede 25-22 e parte malissimo nel terzo (0-4), anche se con Omoruyi si rimette in carreggiata e impatta a quota 5, mettendo anche la freccia sul 13-11. Come nel secondo parziale, un altro blackout costa carissimo (0-5) e nemmeno l’ingresso di Adigwe aiuta a rimettere le cose a posto, con Zubic che firma il secondo 25-22 di serata a favore della formazione balcanica.

Adigwe e Omoruyi sugli scudi, Nervini sempre più leader

Ci vorrebbe più di una scossa per rimettersi in carreggiata, e la scossa la produce Loveth Omoruyi quando, sul 16 pari, stampa due muri pesanti come macigni, buoni per spedire le azzurre nuovamente lontano. Un altro muro di Adigwe vale il 21-18 che diventa 22-18 sull’attacco ancora di Omoruyi, con il pubblico genovese (2.500 presenze) che si esalta e trascina le ragazze di Velasco al tiebreak (25-20).

Dove Nervini trova due break pesanti per rompere l’equilibrio e volare sul 10-8, con Adigwe e Diop a loro volta determinanti nel confezionare 4 palle match. Le prime due vengono annullate da Kirow e Aleksic (muro su Nervini), la terza la capitalizza Diop per il 15-12 finale. Un’Italia un po’ a corrente alternata, ma comunque ancora una volta vincente: Velasco apprezza, aspettando che Antropova già da domani sera con la Turchia (ore 21) cominci a far valere il suo spessore.

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