Abituarsi al fallimento fa male. E adesso, ripartire sarà ancora più difficile rispetto al 2017 e al 2022. L’Italia è fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva e il dramma sportivo che si è consumato non potrà non portare a rivoluzioni di natura tecnica e politica a livello federale. Le dimissioni di Gravina prima e di Gattuso poi aprono di fatto la ricerca del nuovo ct che avrà l’onore e l’onere di rilanciare il calcio italiano. Ecco dunque il Toto-ct per cercare il successore di Gennaro Gattuso. Chi al suo posto? I nomi e i profili importanti non mancano: da Simone Inzaghi, oggi in Arabia Saudita, a possibili ritorni romantici come quello di Antonio Conte, senza dimenticare l’idea Roberto Mancini e le ipotesi “da progetto” che conducono a Thiago Motta, Stefano Pioli e, addirittura, Maurizio Sarri.
- L'Italia dopo Gattuso: quando può arrivare il sostituto
- Inzaghi in pole per la panchina della Nazionale: tutti i possibili candidati
- Il sogno dei tifosi è Antonio Conte
- Le idee esotiche per il dopo Gattuso: Thiago Motta, Maresca e Sarri
L’Italia dopo Gattuso: quando può arrivare il sostituto
Di sicuro, nell’amarissimo day after di Zenica, è partito il classico toto-nomi su social e testate giornalistiche nostrane. È dunque necessario fare una scelta. Una scelta ponderata, che prenda in considerazione presente e futuro. Ora, purtroppo, il tempo per farlo c’è. Senza Mondiale, infatti, il prossimo impegno ufficiale dell’Italia è in calendario il 25 settembre contro il Belgio in Nations League, quando si aprirà una sosta nazionali di ben tre settimane. La decisione dovrebbe arrivare all’inizio dell’estate proprio mentre tutte le migliori squadre del mondo saranno impegnate nei Mondiali americani.
Inzaghi in pole per la panchina della Nazionale: tutti i possibili candidati
I candidati per il dopo Gattuso non mancano di certo. In pole, secondo le primissime indiscrezioni, ci sarebbe Simone Inzaghi, attualmente alla guida dell’Al-Hilal, società che lo ha ricoperto d’oro dopo il raggiungimento di due finali di Champions e la vittoria dello scudetto che è valso all’Inter la seconda stella. L’ingaggio, in questo caso, è il primo nodo da sciogliere, con l’ex tecnico della Lazio che dovrebbe rinunciare a diversi milioni di euro per sposare il progetto tecnico della Figc, “accontentandosi” di un contratto a cifre inferiori e del prestigio della panchina azzurra. Affezionato al 3-5-2, difficilmente cambierebbe il sistema di gioco finora adottato dalla Nazionale. Profilo e status, nel complesso, piacciono molto dalle parti di Coverciano.
Sempre viva l’idea Roberto Mancini, che non stuzzica particolarmente i tifosi. Pur avendo vinto l’ultimo trofeo conquistato dalla Nazionale, brucia ancora l’eliminazione incassata in semifinale playoff nel 2022 contro la Macedonia del Nord. Una macchia difficile da cancellare. In più, non convincono le ultime esperienze dell’ex ct azzurro, arrivato a separarsi anzitempo anche dalla Federazione dell’Arabia Saudita. Va precisato, non solo per meri motivi tecnici.
Sullo sfondo, ma non troppo, c’è la figura di Stefano Pioli. Capace di vincere uno scudetto con il Milan nel 2022, è reduce da parentesi non fortunate in Arabia Saudita e alla guida della Fiorentina in Serie A. Pur avendo aperto un nuovo ciclo con la Viola, le cose non sono andate come avrebbe voluto, come dimostrano classifica e campionato di Kean e compagni. È un profilo che non divide, quasi “neutro” per certi versi, e che in tanti vedrebbero bene al timone della Nazionale.
Il sogno dei tifosi è Antonio Conte
Uno degli ultimi tornei che ha sensibilmente riavvicinato gli italiani alla Nazionale di calcio è stato senza dubbio Euro 2016. Prima ancora dell’Europeo vinto nel 2021, infatti, era stata l’Italia “operaia” di Antonio Conte a trascinare un popolo fino ai quarti di finale della competizione, battendo la Spagna agli ottavi e perdendo solo ai calci di rigore contro la strafavorita Germania. Identità e carattere, qualità che la maggior parte dei supporters azzurri non hanno dimenticato, restando particolarmente affezionati a quel percorso chiuso dieci anni fa.
Conte, dal canto suo, ha un contratto in essere con il Napoli di Aurelio De Laurentiis e non ha manifestato la volontà di andar via. Un suo terzo anno all’ombra del Vesuvio resta più di una semplice probabilità, ma i tifosi spingono sui social (e non) per un suo ritorno in Nazionale, nella speranza di ritrovare uno spirito apprezzato poche volte nel recente passato.
Le difficoltà, però, ci sono e riportano tutti con i piedi per terra: oltre al lauto stipendio del manager salentino, ci sarebbero da superare le motivazioni che spinsero già all’epoca Conte a lasciare l’incarico. Su tutte, il contatto quotidiano con il gruppo e il lavoro sul campo, con poco tempo a disposizione nel corso delle varie soste dedicate alle nazionali. Anche lui, come Inzaghi, ripartirebbe da un classico 3-5-2, ma occhio ai vari sistemi di gioco visti in casa Napoli nell’arco della stagione 2025/26.
Le idee esotiche per il dopo Gattuso: Thiago Motta, Maresca e Sarri
Idee esotiche e dove trovarle. O forse, i cosiddetti “allenatori da progetto”. Cosa che, almeno in Nazionale, non sempre ha portato particolarmente fortuna. Per il dopo Gattuso, non ci sono solo i soliti nomi, bensì anche tecnici disposti a rilanciarsi e dalle caratteristiche ben precise. Tra questi, per esempio, figurano Thiago Motta e Maurizio Sarri: l’italo-brasiliano è finito nel dimenticatoio dopo l’amara parentesi juventina; il secondo, invece, è a fine corsa con la Lazio, pur avendo un altro anno di contratto. Difficile, se non impossibile, immaginarlo lontano dalla quotidianità di un club.
E poi, occhio ad Enzo Maresca: l’addio al Chelsea non è passato inosservato, così come il suo lavoro con i Blues, vincitori dell’inedito Mondiale per Club organizzato dalla FIFA la scorsa estate in America. Diversi i problemi registrati quest’anno, ma è tra i candidati che vanno per la maggiore, considerando che porterebbe una ventata d’aria nuova, lontana da preconcetti e precedenti del passato. Amante del 4-2-3-1, potrebbe conferire un gioco propositivo alla Nazionale e trasferire concetti importanti nel giro di poche settimane di lavoro. Profilo da tenere in seria considerazione se Gattuso dovesse realmente “saltare”.
