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Italia, Conte allo scoperto sul futuro da ct: la minaccia del tecnico e lo scenario

In tv e in sala stampa nessuno fa la domanda che tutti si pongono ma a RadioRai l'allenatore partenopeo fa chiarezza sulla disponibilità come ct

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Dopo il pari a Parma che ha il sapore della resa per lo scudetto – avvalorata dal successo dell’Inter a Como in serata – era logico che le domande a Conte nel post-partita vertessero sulla gara, sul sogno tricolore e sui motivi della frenata ma a nessuno – nè in tv nè in sala stampa – è venuto in mente di tornare sul discorso Nazionale, dopo che per giorni e giorni il nome del tecnico del Napoli è andato in prima pagina come candidato numero uno per la panchina azzurro che fu di Gattuso. A colmare la lacuna ci ha pensato Radio Rai ed è arrivata la piccata replica dell’allenatore leccese.

Le parole di Conte dopo il Milan

Quando il suo nome già circolava tra i papabili per diventare il prossimo ct, Conte aveva detto la sua dopo la vittoria col Milan a Pasquetta: ““Nella scorsa stagione si diceva negli ultimi tre mesi che sarei andato alla Juventus. È giusto che il mio nome faccia parte di un lotto di candidati. Se fossi presidente della Federazione, mi prenderei in considerazione per tanti motivi… Ci sono già stato in Nazionale e conosco l’ambiente. Ho fatto il Ct per due anni, sono ovviamente lusingato, ma sapete benissimo com’è la mia situazione”.

Parole che, nell’immaginario collettivo, sono suonate come una sorta di autocandidatura. Chi conosce bene Conte, però, aveva capito che dietro quelle frasi c’era più una sorta di auto-elogio per la sua carriera che una disponibilità ad accettare la Nazionale. Una patata bollente in questo momento la panchina azzurra soprattutto per chi (discorsi di stipendio diverso a parte) ha ancora solo fame di vittorie, cosa che l’Italia attuale è ben lontana dal garantire.

Cosa può allontanare Conte dal Napoli

Chiaro che se la politica di De Laurentiis – con cui si incontrerà a Ischia a fine stagione – dovesse (com’è possibile) prevedere ingaggi ridotti e investimenti meno dispendiosi un divorzio sarebbe possibile. Del resto proprio ieri c’è stato un passaggio che va interpretato nella sua conferenza in sala stampa: “Avete visto benissimo: quando il Napoli non è entrato in Champions ed è arrivato decimo i danni a livello economico che ancora stiamo pagando, con il blocco del mercato che c’è stato a gennaio. Perché noi stamo ancora pagando quella mancata qualificazione in Champions”.

Quella frase “ancora la stiamo pagando” è lo spettro ipotetico che può mettere in dubbio la permanenza di Conte a Napoli. Ma dovesse andar via non è detto affatto che vada in Nazionale, in Premier (e non solo) ha ancora mercato.

Il chiarimento a RadioRai

Se nessun giornalista – nè a Dazn nè nella conferenza successiva – ha però chiesto qualcosa al riguardo ecco che la domanda è arrivata da Radio Rai. E Conte è stato lapidario: “Non ho dato disponibilità di niente, ho un altro anno di contratto con il Napoli e poi parlerò a fine anno con il presidente. Interpretate bene le mie parole, perché se poi devono essere strumentalizzate allora poi significa che poi non parlo più”.

Tutto aperto dunque per il futuro del tecnico leccese che ora vuol concentrarsi sul secondo posto da blindare: dovesse andar via lascerebbe in eredità un primo posto, un secondo posto e uno scudetto. Dopo aver preso una squadra che prima di lui aveva chiuso in decima posizione, fuori anche dalla Conference League.

Italia, Conte allo scoperto sul futuro da ct: la minaccia del tecnico e lo scenario Ansa

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