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Italia, piazza pulita: da Donnarumma a Tonali e Palestra, da chi si riparte, chi esce per sempre

L'Italia raccoglie i cocci di un'altra mancata qualificazione ai Mondiali, da chi si riparte? Gigio e Tonali i leader, Palestra e Pisilli in ascesa

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Carmine Roca

Carmine Roca

Giornalista

Giornalista pubblicista, appassionato di calcio in tutte le sue sfaccettature, con una particolare predilezione per i campionati minori.

L’Italia raccoglie i cocci della terza mancata qualificazione di fila ai Mondiali e ci si interroga sul futuro della Nazionale: da chi si riparte e chi esce definitivamente dalla rosa azzurra? Donnarumma, Palestra e Tonali sono il futuro, per tanti l’avventura è al capolinea.

Italia, da chi si riparte nel prossimo biennio?

La terza figuraccia di fila nelle qualificazioni ai Mondiali è la più pesante. L’Italia ha nuovamente mancato l’appuntamento con la massima competizione intercontinentale, che ci vede assenti dal 2014. Dodici anni di fallimenti, di cicli iniziati con i migliori propositi e finiti malissimo. Dodici anni di amarezze.

A settembre l’Italia tornerà in campo per l’edizione 2026-2027 della Nations League, poi ci si ritufferà nelle qualificazioni per gli Europei del 2028. Mentre ci si interroga sul futuro di Gravina, dei dirigenti e di Gennaro Gattuso, tutti in discussione, le attenzioni sono rivolte anche al campo e a chi dovrà difendere i colori azzurri nel prossimo biennio.

Donnarumma inamovibile, difesa da ricostruire

Per la porta i nomi sono tanti, per fortuna le alternative all’inamovibile Donnarumma non mancano. Da Vicario a Caprile, passando per Meret, Carnesecchi fino a Corvi del Parma. La qualità c’è, anche se in un ruolo dove i gradi di titolare sono assegnati per almeno un altro decennio all’ex Milan, ora al Manchester City.

Passando alla difesa, si ripartirà da Bastoni, espulso ieri contro la Bosnia, sul banco degli imputati per la sconfitta ai rigori, ma ancora nel pieno della carriera, titolare della migliore squadra italiana in Europa negli ultimi anni, vicina alla vittoria del suo 21° scudetto. Con lui ci sarà sicuramente Calafiori, la cui militanza all’estero con l’Arsenal servirà ad accrescere il bagaglio di esperienze in campo internazionale.

C’è poi lo sfortunato Leoni, reduce da un grave infortunio al ginocchio con il Liverpool: è il nuovo che avanza, assieme a Palestra, che ieri sera ha dimostrato di poterci stare in questa Nazionale. Corsa, grinta e una maturità già palese nonostante la giovane età. Occhio a Kayode, che bene sta facendo con l’Under 21, lo stesso dicasi di Bartesaghi, valida alternativa a Dimarco, che “perderà” Spinazzola, le cui lacrime ieri sera raccontano un imminente addio all’azzurro.

Da valutare, poi, il futuro in azzurro di Di Lorenzo, che ha saltato i playoff per infortunio, di Mancini, Gatti e Buongiorno, quest’ultimo utilizzato col contagocce da Gattuso. Stesso discorso per Coppola, Bellanova e per Cambiaso, che rischia di rimanere indietro nelle gerarchie. Ma da qualcuno di questi sicuramente si ripartirà.

Tonali il leader, Pisilli e Ndour il futuro

Passando al centrocampo, il leader della Nazionale è, e resterà, Sandro Tonali. Per leadership, qualità ed esperienza in campo europeo. Difficilmente si potrà fare a meno di Barella e Locatelli, tutti gli altri sono in discussione. I vari Nicolussi Caviglia, Fabbian, Rovella e Frattesi, per un motivo o per un altro, hanno rallentato i rispettivi processi di crescita.

Dentro sicuramente Pisilli, che s’è preso il centrocampo della Roma e chiede spazio in azzurro dopo l’ottima parentesi con l’Under 21, dove sta brillando la stella di Ndour. Non dovrebbe più esserci Cristante, il cui ciclo appare completato, mentre un cambio alla guida tecnica potrebbe dare verve alla carriera azzurra di Pellegrini e, perché no, di Verratti, a cui già Gattuso aveva pensato per questi playoff.

In attacco poche scelte e l’incognita modulo

L’attacco è da qualche anno il punto debole della nostra Nazionale. Poche scelte, molti esterni che nel 3-5-2 di “Ringhio” non trovano spazio. Da Orsolini a Daniel Maldini, che si sta scoprendo punta centrale nella Lazio di Sarri, passando per Zaccagni, Raspadori e Politano, dagli esclusi Bernardeschi, Chiesa e Berardi, nonché per le incognite (per il modulo) Vergara e Zaniolo, più il giovane Koleosho, autore di una doppietta nell’ultima uscita dell’Under 21 in Svezia.

Le bocche di fuoco, per risultati e necessità, continueranno a essere le quattro attuali: Kean e Retegui (che però potrebbe anche non rientrare più nei piani), con le alternative Pio Esposito e Scamacca, sperando che l’attaccante dell’Atalanta riesce finalmente a mettere da parte i continui problemi fisici che ne stanno condizionando la carriera, altrimenti ad altissimi livelli.

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