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Italia, De Laurentiis vota Malagò, attacca Retegui ma fa capire perché tra club e Nazionale sarà sempre guerra

Il presidente del Napoli propone Malagò come prossimo presidente della Figc, boccia alcune scelte di Gattuso ma chiede soldi per lasciare i giocatori

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Come si esce dal tunnel in cui è entrata l’Italia? Da ieri notte, dopo che la Bosnia ci ha sbattuto in faccia l’ultima speranza di tornare ai Mondiali, sono partiti i processi, si cercano i colpevoli, si individuano soluzioni. Anche il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha le idee chiare su come ripartire, negli uomini come nel metodo. Il patron azzurro suggerisce il nome di Malagò come nuovo presidente federale ma fa capire anche che tra club e nazionale il matrimonio sarà sempre complicato. Un suo vecchio cavallo di battaglia quello del risarcimento di Fifa, Uefa e Figc per i giocatori impegnati in nazionale. Più di una volta De Laurentiis si è lamentato per infortuni pesanti riportati nelle varie nazionali da giocatori del suo Napoli. Intervenendo a Radio Crc il n.1 del club partenopeo ne ha per tutti.

Le domande di De Laurentiis

De Laurentiis parte in quarta: “Le mie idee sono chiare da dieci anni. Mi viene solo da sorridere, perché a Napoli abbiamo una bellissima espressione: ‘a pazziella mmano ‘e criature (il giocattolo in mano ai bambini ndr). Non capiamo chi è a capo delle istituzioni internazionali e nazionali, chi è a capo di quelle federative e della FIFA e tutto ciò che comporta. Abbiamo sempre detto che si gioca troppo e questo distrugge anche i nostri giocatori. Trovare capri espiatori non serve a nulla. Nel calcio italiano sono anni che tutto è dormiente e che nulla si sposta, perchè non spostando nulla tutti vivacchiano. Io non sono uno che ama vivacchiare, ma che ha una posizione per gli altri scomoda”.

L’attacco a Retegui

Con Gattuso al Napoli De Laurentiis non si lasciò benissimo ed ecco arrivare anche una stoccata sulle convocazioni del ct: «Qui si sente dire di tutto e di più, bisognerebbe riflettere – continua De Laurentiis –. Il tatticismo di cui si bea il gioco italiano, è propedeutico ad avere successo contro le altre nazioni che giocano in altro modo? Forse è il caso di dire che Retegui che gioca in Arabia e non gioca per via della guerra da un mese e mezzo era giusto non convocarlo? Ci mettiamo le medaglie, facciamo le interviste, c’è un protagonismo tale altrimenti non se li filerebbe nessuno. Adesso basta, ci hanno stancato, bisogna mettere i puntini sulle i – continua De Laurentiis –. Il momento non è tragico, a condizione che tutti ne prendano coscienza e che si riparta da zero. Sedici squadre, meno partite, più tempo per la Nazionale”

La soluzione per il futuro del calcio italiano porta il nome dell’ex presidente del Coni Malagò: «Il mondo dello sport, dove c’è di mezzo anche lo Stato, è stato foriero di grandi successi: alle Olimpiadi ne abbiamo avuto riscontro, il signor Malagò ha lavorato molto bene. Non lo dico perché è amico mio da tanti anni, ma perché è una persona che professionalmente è ineccepibile. Questa ineccepibilità non la riscontro altrove nel mondo dell’industria, nello sport, dello spettacolo, del calcio: bisogna resettare senza aver paura e vergogna di ripartire da zero. Non c’è bisogno che ne parli bene, Malagò è un amico di famiglia da sempre.

Il problema di avere un uomo al comando di uno sport così popolare, con 28 milioni di tifosi dimenticati dalla politica e che possono essere anche degli elettori, è lo sport più importante che muove tanti interessi e tante anime, che serve ad aggregare. Uno sport importantissimo: uno come Malago è abituato a fare sempre il meglio, è un grande professionista e l’ha dimostrato nel mondo dello sport, ha raccolto risultati positivi. Noi sappiamo cosa non funziona, magari a Malago non interesserà ma lo conosco ed è dotato di una certa umiltà, non ha bisogno di un punto d’arrivo”.

Pagare i club, vedere i giocatori

Il punto cruciale, però, per De Laurentiis è legato ai rimborsi ai club: “Dobbiamo dare due mesi di tempo alla Nazionale per allenarsi come si deve. lo mi sono stancato di dover dire che metto a disposizione i miei giocatori: sono a disposizione se mi rimborsi una parte consistente di quello che investiamo nel calciatore stesso, se mi fai una assicurazione totale del suo valore in caso di infortunio che non me lo fa giocare per un periodo X, che divido per le giornate che mi mancano e mi vengono rimborsate. Questo deve essere chiarissimo, non possiamo giocare con i soldi degli altri: pagare i giocatori che vengono convocati, assicurazioni totali in caso di infortuni. Questa è la ripartenza dovuta. Malagò è uno che può dare e non prendere, purtroppo nel mondo che ci circonda molti vogliono essere li per prendere e non per dare, e non hanno capito che nel mondo per ricevere bisogna prima dare. Se tu dai, qualcosa in cambio ti ritorna. Malago lo sa perfettamente, fa parte della sua cultura ed educazione. Se Malago prendesse in mano il calcio italiano, risalirebbe prestissimo. Tempistiche? Bisognerebbe azzerare tutto e ripartire da domattina, se Malagò se ne interessasse nel giro di un biennio saremmo forti nuovamente».

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