A Didier Deschamps piace l’idea di poter allenare l’Italia: il c.t. della Francia, tra le grandi favorite ai prossimi Mondiali, ha aperto ad un possibile ruolo sulla panchina degli azzurri. In Nazionale, però, dovrebbe andare oltre il lavoro di allenatore, come fecero Julio Velasco nel volley e Ratko Rudic nella pallanuoto.
- Italia, Deschamps apre al ruolo di nuovo c.t.
- I c.t. stranieri della Nazionale
- Rivoluzione alla Velasco
- Gli allenamenti di Rudic
- Elettroshock alla francese
Italia, Deschamps apre al ruolo di nuovo c.t.
Didier Deschamps può vincere il Mondiale con la Francia – anzi per qualcuno è obbligato, considerato il materiale tecnico a disposizione dei Bleus – e poi scavalcare le Alpi e approdare in Italia: l’ipotesi di diventare il prossimo c.t. della Nazionale affascina l’attuale commissario tecnico dei Galletti, lo ha fatto capire lo stesso “Didì”, che in conferenza stampa ha aperto ad un futuro in azzurro. “Io c.t. dell’Italia? Non mi precludo nulla – ha detto Deschamps -. Tutti sanno che sono disponibile. Adesso però sono concentrato sul Mondiale. Ne riparliamo magari dopo”.
I c.t. stranieri della Nazionale
Dovesse davvero sedersi sulla panchina della Nazionale, Deschamps diverrebbe il terzo c.t. straniero dell’Italia, il primo in epoca moderna: prima di lui ci sono stati infatti William Garbutt, leggendario tecnico inglese del Genoa che guidò gli azzurri per 6 incontri tra il 1913 e il 1914, e l’argentino Helenio Herrera, per breve tempo c.t. accanto a Ferruccio Valcareggi dopo la disfatta ai Mondiali di Inghilterra ’66. Più che a loro, però, Deschamps dovrebbe ispirarsi a due celebri c.t. stranieri di altre discipline, Julio Velasco e Ratko Rudic, capaci di andare oltre il ruolo di allenatore.
Rivoluzione alla Velasco
Il calcio italiano va rifondato e l’arrivo di un c.t. straniero potrebbe servire per inserire nuove idee e nuove metodologie in grado di dare un impulso positivo al movimento. Esattamente come fecero Velasco nel volley e Rudic nella pallanuoto. L’argentino, c.t. dell’Italvolley dall’89 al ‘97, rivoluzionò i metodi di allenamento e di gestione del gruppo azzurro, influenzando il lavoro dei club.
Oltre a vincere medaglie su medaglie, capitalizzando il potenziale della cosiddetta “Generazione di Fenomeni” del volley italiano, avviò il progetto Club Italia, una squadra di club formata dai giovani più promettenti della pallavolo italiana, iscritta ai campionati minori: uno strumento per lo sviluppo del talento che ha permesso al volley italiano di continuare a sfornare talenti anche dopo l’addio di Velasco, poi tornato nel 2024 a guidare la Nazionale femminile.
Gli allenamenti di Rudic
Praticamente contemporaneo al lavoro di Velasco è stato quello di Ratko Rudic nella pallanuoto: arrivato nel ’91 alla guida del Settebello dopo le due Olimpiadi vinte con la Jugoslavia, il tecnico croato introdusse metodi di allenamento innovativi, tratti appunto dalla scuola slava, e permise ai pallanuotisti italiani, sì talentuosi ma poco avvezzi ad allenamenti duri, di colmare quel gap atletico con gli altri top team internazionali.
Rudic abbandonò il Settebello nel 2000 dopo aver centrato il Grande Slam (Olimpiadi, Mondiali, Europei), ma oltre alle medaglie la pallanuoto italiana gli deve una cultura vincente che ha poi contribuito a formare altri allenatori: i migliori coach oggi in circolazione – Sandro Campagna, Sandro Bovo, Carlo Silipo, Pino Porzio – sono tutti suoi allievi.
Elettroshock alla francese
Dovesse davvero divenire il c.t. dell’Italia, Deschamps sarebbe chiamato a seguire il loro esempio, provando a cambiare il volto del calcio italiano con idee rivoluzionarie, in grado di provocare un elettroshock ad un movimento in crisi ormai da oltre un decennio.
