L’Italia ha fatto segnare il record di medaglie alle Olimpiadi di Milano Cortina. I giochi di “casa” sono stati senza dubbio un trionfo per i colori azzurri. Ma dietro i colori scintillanti delle medaglie che adornano il petto di atleti e atlete italiane, si nasconde (non benissimo) anche qualche fallimento eclatante. Quello delle discipline tecniche della nazionale maschile di sci alpino è quello che fa più rumore. I due ori di Federica Brignone, il bronzo di Sofia Goggia, l’argento di Franzoni e il bronzo di Paris in discesa non riescono a camuffare la crisi di un settore che da tempo è in circa di risposte.
Le dimissioni di Pini
Mauro Pini rappresentava la grande speranza, e forse l’ultima mossa per le discipline tecniche in ambito maschile in vista delle Olimpiadi. Dopo un 2024/2025 disastroso con l’addio di Simone Del Dio dal team di slalom, la scelta dei vertici federali è andata sul tecnico che in passato ha allenato anche Lara Gut-Behrami e Petra Vhlova. Nella prima parte della stagione c’è stato qualche segnale incoraggiante con i risultati conquistati da Vinatzer tra gigante e slalom ma a Milano Cortina la spedizione azzurra non è riuscita a emergere con il disastro di Alex sia nel team combined che nelle prove individuali. E alla fine delle gare è arrivato il passo indietro di Pini: “Mi assumo la responsabilità per i deludenti risultati ottenuti dagli atleti italiani nelle discipline tecniche. Dopo un’attenta riflessione e preso atto del venir meno del necessario rapporto di fiducia reciproco con i superiori, ritengo corretto fare un passo indietro”.
La rottura con i vertici Fisi
Una decisione che arriva a distanza di poche ore dal bilancio negativo del direttore tecnico della nazionale azzurra, Max Carca: “Saccardi molto bene, ha lottato e si è infilato non lontano da campioni della specialità. Per il resto poche cose, eccezion fatta per la manche della combinata di Tommaso Sala. Per tutto il resto bilancio negativo. E’ mancata grinta, manca sostanza. Bisogna correre ai ripari. Alex Vinatzer rimane ovviamente il punto di riferimento delle discipline tecniche ma qualche cosa nella metodologia di allenamento è andata storta. Non possiamo dare sempre la colpa all’approccio mentale”. Parole quelle del dt che davano già il senso di una rottura con Pini, che preso atto della situazione ha deciso di dare l’addio.
La crisi nel settore tecnico maschile
Il momento di crisi nel settore tecnico maschile non è di certo una novità, se ne parla da tempo e per il momento non sembrano esserci soluzioni. Da anni i risultati di Federica Brignone e Sofia Goggia servono anche da parafulmine per quanto avviene in ambito maschile. L’Italia però si è decisamente rialzata nel settore velocità grazie alla classe infinita di Dominik Paris e alla crescita clamorosa di Giovanni Franzoni. In gigante e slalom però la situazione è diversa ed è anche preoccupante. Vinatzer continua a fare i conti con una discontinuità evidente. De Aliprandini a 35 anni non può rappresentare la speranza per il futuro. E se nel settore femminile ci sono tante giovani pronte a emergere, in campo maschile sembra esserci il vuoto. La speranza continua a essere Pippo Dalla Vite ma con il passare delle stagioni sembra affievolirsi sempre di più. La nota positiva di Milano Cortina sembra essere Tommaso Saccardi che a 24 anni ora è chiamato a una stagione della svolta. Ma il futuro lascia più preoccupazioni che speranze.
