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Italia fuori dai Mondiali, a quanto ammonta il mancato introito per la Figc: baratro completo

Risultato nefasto dal camo di Zenica, l'amara constatazione della fine di un ciclo e le cifre che non entreranno nelle casse della Federcalcio per la terza volta

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

“Molto dipenderà dalla nostra qualificazione al Campionato del Mondo che come potete ben immaginare avrebbe un impatto molto positivo sul budget”. Parole del presidente Figc, Gabriele Gravina, nella nota dopo il Consiglio Federale del 26 gennaio scorso. Affermazioni inevitabili, concatenate allo stato delle cose a due mesi dall’avvenuta disfatta playoff la cui portata è comprensibile con l’osservazione, critica, di qualche numero tornato di strettissima attualità dopo la devastante uscita di scena, per la terza volta, dalla qualificazione Mondiali.

Gli effetti della mancata qualificazione dell’Italia

Il mancato introito, che deriva dalla qualificazione Mondiali, getta ancora ombre sulla Federcalcio o meglio su quel che era stato previsto a inizio anno, quando nel Consiglio Federale si immaginava un contenimento di quella mancanza che via Allegri immaginava di percepire dall’effettiva partecipazione dall’edizione 2026 e dall’indotto commerciale. Invece nulla, per la terza volta consecutiva.

A quanto ammonta questa cifra, però?

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La partita decisiva in quel di Zenica, in Bosnia, ammonta a circa 30 milioni: ricavi che sarebbero derivati dal biglietto per il Mondiale estivo negli Stati Uniti, Canada e Messico.

Allo stato attuale il bilancio di previsione per il 2026 presenta un risultato atteso negativo per 6,6 milioni di euro. Tale evidenza riflette, tuttavia, una serie di assunzioni estremamente prudenziali, prima fra tutte l’impossibilità di considerare gli ingenti introiti che sarebbero garantiti dalla partecipazione della Nazionale al Mondiale FIFA, che sperava di rettificare.

Senza azzardare paragoni impropri, i mancati introiti pur nelle linee guida stabilite a inizio anno si traducono in minori investimenti, per non aumentare quel numero che abbiamo citato a principio.

La situazione e i premi mancati FIFA

Si può prevedere un calo delle vendite del merchandising e trattative in fumo per nuovi contratti di sponsorizzazione, in aggiunta al malus di cui oggi riferiscono la Gazzetta e non solo. C’è da essere concreti e la prima voce a saltare è quella degli sponsor. I contratti in essere prevedono clausole automatiche di penalizzazione, in caso di mancata qualificazione che portano a un meno di circa 9,5 milioni di euro.

Ma pensiamo anche agli incassi derivanti dal premio FIFA, più definito nel suo ammontare, e che corrisponde circa al contributo destinato alle nazioni partecipanti, proporzionale ai risultati ottenuti.

Il gettone di presenza equivale a 9 milioni di dollari, più 1,5 per coprire i costi di preparazione quindi 10,5 milioni di dollari, pari a circa 9 milioni di euro, in questo momento. Rammentiamo che, come per la Champions e le altre competizioni internazionali, il corrispettivo versato alla federazione partecipante aumenta con il raggiungimento dei nuovi traguardi e dunque l’avanzamento nel tabellone Mondiale:

  • 11 milioni di euro per chi supera la fase a gironi,
  • 14 per chi raggiunge gli ottavi,
  • 18 per i quarti,
  • fino ai 45 milioni per i vincitori.

La qualificazione non è invece rilevante ai fini dei diritti tv, dal momento che la FIGC riceve una quota relativa alla valorizzazione delle gare dell’Italia, in base all’accordo di negoziazione centralizzata definito da tutte le federazioni europee con l’Uefa.

La disfatta dei due precedenti

Nel totale, pesano relativamente meno rispetto a componente commerciale e quanto citato ma se compariamo quanto già perso nelle due precedenti esclusioni, in attesa del consolidamento di questa esclusione, c’è solo da tirare la cinghia e fare economia.

Solo con la vittoria proprio con Donnarumma e Bonucci in campo, a Euro 2020 (Gigio fu eletto miglior giocatore del torneo) si registrò un record con l’aggiunta delle partite organizzate in Italia, gare dell’Europeo e della fase finale di Nations League.

Oggi non possiamo spendere un simile entusiasmo. Si deve resettare e ripartire davvero, senza appellarsi ad alibi che non giovano a casse e movimento.

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