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Italia, da Gattuso gelo su Chiesa: il c.t. spiega la differenza con gli altri infortunati e le scelte nelle convocazioni

Nella prima conferenza stampa in vista dell’Irlanda del Nord il commissario tecnico ha svelato perché l’attaccante del Liverpool ha preferito lasciare il ritiro azzurro

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Fabrizio Napoli

Fabrizio Napoli

Giornalista

Giornalista professionista, per Virgilio Sport segue anche il calcio ma è con la pallanuoto che esalta competenze e passioni. Cura la comunicazione di HaBaWaBa, il più grande festival di waterpolo per bambini al mondo

“Niente alibi”. Rino Gattuso non vuole attenuanti per l’Italia che si prepara alla semifinale dei playoff mondiali con l’Irlanda del Nord e in conferenza stampa spiega le sue convocazioni, facendo anche il punto sulla situazione degli infortunati. Tra questi, Federico Chiesa è l’unico che ha deciso di lasciare il ritiro: il c.t. ha svelato il retroscena dietro la scelta dell’attaccante, trattandolo però con una certa freddezza e rimarcando la differenza con gli altri azzurri.

Italia, Gattuso non vuole alibi

“Nessun alibi, i calendari sappiamo come si fanno e gli infortuni ce li hanno anche gli altri”. Così Rino Gattuso risponde alla prima domanda della prima conferenza stampa della settimana che porta alla semifinale dei playoff mondiali tra la sua Italia e l’Irlanda del Nord, in programma giovedì sera a Bergamo. Ai giornalisti Gattuso spiega anche che la chiave vincente per gli azzurri sarà dimenticare sia il glorioso passato della Nazionale che le delusioni delle due ultime mancate qualificazione e ribadisce che l’Italia può contare su una squadra forte. “Vengono presentati come scappati di casa – attacca Gattuso – ma tra i nostri ci sono giocatori che hanno vinto tanto, che hanno giocato finali di Champions, vinto Europei. Credo tanto in loro, sono giocatori abituati a giocare queste partite”.

Infortunati: l’elogio di Bastoni

La questione infortuni, però, pesa tanto nell’avvicinamento dell’Italia alla gara di giovedì. Gattuso fa il punto su tutti gli azzurri indisponibili o in via di recupero, a partire da Bastoni. “Bisogna ringraziarlo per la disponibilità – dice il c.t. – perché è qui a Coverciano a fare le cure. Deve curarsi bene e speriamo di averlo a disposizione, ma intanto chapeau a lui per la professionalità”. La stessa scelta di Bastoni l’hanno fatta altri azzurri, che però Gattuso conta di recuperare se non per l’Irlanda del Nord almeno per l’eventuale finale contro la vincente di Galles-Bosnia Erzegovina. “Scamacca ha un problema all’adduttore, lo valutiamo giorno dopo giorno, come Bastoni. Tonali farà un lavoro a basso carico per essere in gruppo domani, Mancini anche lui ha un affaticamento, ma non dovrebbe avere nessun problema. Calafiori ha sentito piccolo dolorino nell’ultima partita dell’Arsenal, pensiamo di riaverlo”.

La differenza con Chiesa

Tra gli infortunati, però, c’è anche chi ha scelto di lasciare il ritiro, come Federico Chiesa. “Si è presentato alla convocazione aveva dei piccoli problemini e abbiamo deciso che era inutile che rimanesse”, afferma in un primo momento Gattuso. Ma il tono del c.t. si fa più freddo successivamente, quando gli chiedono perché l’attaccante del Liverpool, a differenza dei compagni, sia voluto partire pur non essendo alle prese con un infortunio grave. “Nella testa i giocatori non sono tutti uguali – la risposta di Gattuso -, se è titubante io devo fare una scelta… Abbiamo deciso insieme, voleva tornare a casa e io devo accettarlo”.

Nello spiegare la sua scelta, però, Gattuso lascia trasparire una certa delusione nei confronti di un giocatore che ha aspettato e corteggiato, nella speranza di poterlo aggiungere al suo gruppo. “Penso che i rapporti siano importanti e, non avendo conoscenze a livello medico, credo che se una persona dice di non stare bene, tu non puoi insistere: se poi si fa male, come mi può guardare quel calciatore? Allora io non insisto: se lui pensa di non essere al 100% e vuole tornare a casa, è giusto che torni a casa”.

Le convocazioni: Zaniolo e gli altri esclusi

Davanti ai giornalisti Gattuso rivela anche perché non abbia chiamato giocatori apparsi in ottima forma in serie A, preferendo inserire nelle convocazioni elementi che negli ultimi mesi hanno visto poco il campo. “C’erano tanti giocatori che meritavano: Zaniolo, Bernardeschi, Fagioli, Orsolini…”, dice il c.t. facendo i nomi di alcuni degli esclusi. “Ma ho fatto la scelta di puntare su un gruppo che finora mi ha molto soddisfatto, spero di raggiungere l’obiettivo perché con questo gruppo, per come si sta comportando e per l’attaccamento dimostrato, ci meritiamo una gioia”.

Per gli esclusi ci sarà tempo per rientrare in Nazionale. “Spero di andare al Mondiale e vederla in maniera diversa – aggiunge Gattuso – ora avevo voglia di affrontare queste partite con le mie certezze, con giocatori che hanno fatto benissimo finora. Sono scelte fatte in buona fede, ho grande fiducia”.

I numeri della gestione Gattuso

Infine Gattuso rivendica il lavoro fatto col proprio staff snocciolando i numeri delle gare visionate dal vivo dal momento della sua nomina a c.t.. “Abbiamo coperto 259 partite su 300 disputate in serie A, poi 15 di Coppa Italia, 3 di Supercoppa in Arabia, 32 dei campionati esteri, 62 gare tra Champions e altre competizioni europee, 9 gare internazionali delle nostre avversarie. È stato un lavoro faticoso ma divertente, possibile grazie anche alla federazione che ci ha permesso di visionare 380 gare dal vivo”.

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