Una prima frecciata l’aveva già lanciata nella surreale conferenza post-Bosnia quando Gabriele Gravina, tra una gaffe sugli altri sport definiti “dilettantistici” e l’esaltazione eccessiva della prova della Nazionale (“la partita l’avete vista tutti, ha ragione Gattuso quando parla di Italia eroica“) aveva risposto a caldo ai politici che già twittavano la richiesta di dimissioni, dicendo: «Spetta al mondo della politica italiana, che si prodiga e accelera solo per la richiesta di dimissioni. Però vorrei chiedere un solo provvedimento utile, se c’è stata la disponibilità a sostenere il calcio italiano». Una frecciata al ministro Abodi, tra i suoi primi avversori, e non solo. Ora però Gravina intende andare a fondo sulle responsabilità dello sfascio del calcio italiano.
Tre Mondiali da spettatori
Per Gravina se l’Italia fallisce l’appuntamento col Mondiale da tre edizioni la colpa non è solo della Figc, dei vari ct o dei giocatori. E intende dimostrarlo con le carte. Il Corriere dello sport parla di un “faldone di documenti, proposte varie e iniziative abortite o fallite per via degli stop orditi dal Governo, delle società di Serie A o semplicemente narrate in maniera distorta e superficiale, perché manca la conoscenza approfondita di leggi e normative”.
Lo avrebbe presentato nell’audizione alla Camera, dove sembrava dovesse essere convocato per spiegare il fallimento degli azzurri, ma lo renderà egualmente pubblico. Le dimissioni in questo senso gli lasciano le mani libere per poter agire e tra mercoledì e giovedì, subito dopo Pasqua, il dossier dovrebbe essere reso pubblico.
Il dossier di Gravina
Cosa ci sarà? Il Corriere dello sport rivela che ci saranno allegati e spiegazioni ma che soprattutto sarà una rivelazione sulle ingerenze del Governo. “Il vincolo sportivo per i calciatori dilettanti e di settore giovanile è stato abrogato con la Riforma dello Sport in via definitiva dal luglio 2025 ponendo fine al legame pluriennale. Un danno enorme per i club che per tradizione puntano sui giovani. Si è parlato di paletti per l’utilizzo degli italiani senza conoscere le normative europee e l’impossibilità di modificarle. E ancora il diritto al betting. In Portogallo riservano il 3% delle scommesse alle federazioni. In Italia significherebbe riscuotere 450 milioni da investire sulle infrastrutture (campi di calcio). Il commissario straordinario per gli stadi è stato ufficializzato appena ieri e l’Italia deve organizzare Euro32 (entro ottobre la presentazione dei progetti). E poi il diritto di veto in CF della Serie A, i calendari, la riforma dei campionati”.
L’ultimo atto, insomma, prima di uscire (forse) di scena. Gravina vuol spalmare le responsabilità non solo sul movimento calcistico ma anche sulla politica e sulla Lega (i club) che poco o nulla hanno fatto (a partire dai mancati stage o dalla sosta negata prima dei playoff) per aiutare la Nazionale. Una maniera per dire: chi è senza peccato, scagli la prima pietra.
