La stampa inglese e quella spagnola danno ormai per scontato l’addio al Manchester City di Pep Guardiola, che però dopo il pari col Bournemouth – risultato che ha consegnato la Premier League all’Arsenal – s’è rifiutato di affrontare l’argomento. Il futuro del tecnico è ancora da decidere: la panchina dell’Italia resta un’opzione per il catalano.
- Addio al City, Guardiola fa melina
- La videocall con i giocatori
- Anno sabbatico per Pep
- L’alternativa Italia
- Guardiola c.t. azzurro: perché sì
Addio al City, Guardiola fa melina
Pep Guardiola aveva probabilmente immaginato una fine diversa della sua esperienza al Manchester City. Nelle ultime 24 ore il tecnico catalano non ha dovuto solo digerire il pareggio col Bournemouth, che ha sancito la vittoria della Premier League da parte dell’Arsenal, ma ha anche dovuto fare i conti con la notizia, ormai di dominio pubblico, del suo addio ai Citizens.
Una separazione data ormai per scontata dalla stampa inglese e da quella spagnola, nonostante il tentativo a fine gara dello stesso Guardiola di evitare l’argomento. “Ho ancora un anno di contratto – ha ricordato Pep – a fine anno parlerò con il presidente e vedremo. Qui sono la persona più felice al mondo”.
La videocall con i giocatori
Secondo il Sun, la diffusione della notizia avrebbe infastidito non poco Guardiola, che nella notte avrebbe convocato una videocall con i suoi giocatori, confermando di fatto l’addio al City e scusandosi con loro per essere stati informati dai media. Quanto al suo futuro, invece, il tecnico catalano non avrebbe fornito alcuna indicazione.
Anno sabbatico per Pep
La sensazione, secondo la stampa inglese e spagnola, è che Guardiola si prenderà un anno sabbatico. Fox Sports ha ricordato che Pep fece lo stesso dopo la fine della sua avventura sulla panchina del Barcellona, aspettando un anno prima di sedersi su quella del Bayern Monaco, nel 2013. Prima di andare al City, invece, non ci fu alcuna pausa. Anzi, il club dello sceicco Mansour annunciò l’ingaggio del catalano a febbraio 2016, quando Guardiola era ancora il tecnico del Bayern, anche se si sapeva che non avrebbe rinnovato il suo contratto con i bavaresi.
L’alternativa Italia
La stessa stampa inglese, però, sottolinea anche come per Guardiola l’alternativa principale all’anno sabbatico sia rappresentata dalla nomina a c.t. dell’Italia. Uno scenario possibile per una serie di ragioni: in primis il fatto che le panchine dei top club europei sono tutte occupate (Hansi Flick ha appena rinnovato col Barcellona, a cui il catalano era stato accostato).
In secondo luogo, Guardiola sarebbe in cerca di un incarico meno stressante sul piano del lavoro quotidiano, dopo una carriera trascorsa allenando top club: il lavoro da c.t., in questo senso, lo affascina. Spagna e Inghilterra potrebbero chiamarlo se i Mondiali delle nazionali guidate da De La Fuente e Tuchel dovessero risultare deludenti (il c.t. degli inglesi ha però un contratto con scadenza 2028), ma Guardiola dovrebbe comunque attendere l’esito del torneo per prendere una decisione definitiva.
Guardiola c.t. azzurro: perché sì
Con l’Italia, invece, il progetto potrebbe essere definito in tempi più brevi, a patto che la Figc trovi le risorse per il suo ingaggio o che il tecnico cali le sue pretese: i 24 milioni annui percepiti al City sarebbero completamente fuori scala per i parametri federali. Infine Guardiola sarebbe affascinato dalla sfida rappresentata dai colori azzurri: l’Italia ha non solo una Nazionale, ma un movimento da rifondare. Il genere di missione che non può non attrarre un tecnico dall’ego gigantesco come il catalano.
