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L’Italia vuole un’altra impresa con il Sudafrica: con gli Springboks Quesada va a caccia di conferme

Una settimana dopo il trionfo di Udine con l’Australia, l’Italia cerca un’altra impresa contro i campioni del mondo del Sudafrica, a Torino in veste molto sperimentale

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Torino val bene una nuova impresa. Anche se replicare il 26-19 inflitto ai Wallabies sabato scorso a Udine è chiedere troppo: gli Springboks sono bicampioni del mondo in carica, vengono da due vittorie importanti nei primi due test match autunnali contro Giappone e (soprattutto) Francia e, sebbene abbiano cambiato tanto rispetto ai precedenti due incontri, non saranno certo in vena di regali. Ma l’Italia vuol dimostrare di essere diventata un po’ più grande del normale, e sognare di spingersi oltre i propri limiti.

Riccioni unica novità di formazione, poi solo conferme

Quesada ha operato un solo cambio di formazione rispetto al vittorioso test match con l’Australia, con Riccioni che andrà a sostituire Ferrari in prima linea. Per il resto ha confermato in blocco il XV che ha riscritto la storia dei confronti con i Wallabies, quindi conferma di Capuozzo all’ala e ridando piena fiducia e poteri alla coppia composta da Stephen Varney e Paolo Garbisi, rispettivamente mediano di mischia e apertura.

“L’obiettivo è sempre quello di provare ad alzare il nostro standard, ha commentato il CT azzurro alla vigilia della sfida dell’Allianz (ore 13,40). “La partita di sabato scorso ci ha dato molti spunti positivi e su quelli dovremo cercare di lavorare per migliorare ancora. Non c’è un singolo punto dove andare a insistere: possiamo fare ancora meglio, e soprattutto vogliamo fare ancora meglio”.

Springboks sperimentali, ma non meno da temere

Il Sudafrica ha già incontrato due volte l’Italia nel corso dei test estivi, ma quella era davvero tutta un’altra Italia, con tanti big lasciati a riposo in vista degli impegni della nuova stagione.

Anche loro sono molto diversi da quelli che abbiamo affrontato a Pretoria, ma hanno talmente tanta varietà di interpreti che il loro grado di competitività rimane sempre molto elevato. Tra l’altro già prima della sfida contro la Francia avevano annunciato i 23 convocati per quella contro di noi, per cui si sono preparati molto bene e con grandi motivazioni”.

Tra le curiosità, il ritorno da titolare di Jean Kleyn, la gestione innovativa del ruolo di tallonatore affidata in emergenza a van Staden e una coppia di centri giovane ma esplosiva come Moodie-Hooker.

Erasmus studia sorprese, Quesada non vuol farsi trovare impreparato

Insomma, due binari e due filosofie opposte per arrivare a una partita che per l’Italia riveste comunque un’importanza capitale a livello di ranking, e perché dovesse scapparci una vittoria dopo quella di sabato scorso il bicchiere non sarebbe pieno, sarebbe semplicemente traboccante.

Il Sudafrica è una squadra che ti abitua alle sorprese, quindi è bene non volare troppo con la fantasia. Noi dovremo cercare di fare il massimo, poi vedremo se sarà stato sufficiente per fare qualcosa di inatteso. Continuiamo a percorrere la strada della crescita e queste partite sono quanto di meglio possa esistere al mondo per vedere elevato il proprio livello”.

Fiducia a Garbisi e in panchina un 6+2 aggressivo e coraggioso

I due test estivi, giocati con formazioni molto diverse da quelle che si sfideranno domani, videro l’Italia cedere nel primo caso con un onorevolissimo 42-24, mentre una settimana dopo i sudafricani alzarono la posta (45-0, ma con diverse attenuanti).

Questa Italia ha dimostrato di sapersi esaltare con le grandi, e non vuol restare a guardare. E Rassie Erasmus non è il tipo che prende sottogamba certe partite: avrà qualche coniglio da estrarre dal cilindro (specie dalla panchina), e tanto basta per pensare che sarà partita vera dal primo all’ultimo minuto.

Con l’Italia affidata ancora ai calci di Paolo Garbisi (decisivo contro l’Australia, impeccabile dalla piazzola), alla verve della coppia Brex-Menoncello e alla vitalità di uno Zambonin giustamente esaltato dopo la grande prova offerta sabato scorso. In panchina invece Quesada ha scelto una sorta di Squad Bomb azzurra, un 6+2 con Favretto, Odiase e un utility back come Allan pronti a cambiare ritmo nella ripresa.

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