E sono tre. Gigio Donnarumma ci riprova, questa volta da capitano dell’Italia. L’imperativo è sfatare il tabù playoff per coronare il sogno Mondiale. Il portierone del Manchester City è l’unico azzurro convocato dal ct Rino Gattuso ad aver fatto parte dei gruppi che hanno fallito la qualificazione alla rassegna iridata nel 2017 contro la Svezia e nel 2022 contro la Macedonia del Nord. Una maledizione da spezzare a ogni costo, a partire naturalmente dalla semifinale di stasera contro l’Irlanda del Nord.
- Italia-Irlanda del Nord: la (terza) sfida di Donnarumma
- Il doppio flop contro la Svezia con Ventura ct
- L’Italia e il fallimento con la Macedonia del Nord
- Gigio e la maledizione da sfatare
Italia-Irlanda del Nord: la (terza) sfida di Donnarumma
La partecipazione ai Mondiali nordamericani passa attraverso la doppia sfida dei playoff. Si parte contro l’Irlanda del Nord alla New Balance Arena di Bergamo: in caso di successo, la finale in trasferta sul campo della vincente dell’altra semifinale tra Galles e Bosnia ed Erzegovina.
A 27 anni, da capitano della Nazionale e dopo una stagione che lo ha consacrato a livello planetario con la Champions League vinta a Parigi e la conquista del Trofeo Yashin (il Pallone d’Oro dei portieri), Donnarumma si prepara ad affrontare gli spareggi con la Nazionale per la terza volta in carriera.
Il doppio flop contro la Svezia con Ventura ct
A novembre del 2017, Gigio era solo un ragazzino. Eppure già faceva parte del giro della Nazionale, essendo stato lanciato in Serie A da Sinisa Mihajlovic nel 2015, all’età di 16 anni e 8 mesi. Davanti, però, aveva un mostro sacro: Gigi Buffon, di cui è poi diventato l’erede. Donnarumma visse dalla panchina il dramma della mancata qualificazione al Mondiale 2018 in Russia: ko per 1-0 in Svezia e ritorno a San Siro, che era il suo stadio, terminato con un pareggio a reti bianche.
Una sola volta nella storia la Nazionale aveva bucato l’accesso alla Coppa del Mondo, nel 1958. La portata del fallimento dell’Italia allora guidata da Gian Piero Ventura scatenò un vero e proprio terremoto. E sott’accusa finì principalmente il ct per alcune scelte discutibili, come quella di rinunciare al talento di Lorenzo Insigne. Ma la verità è che nessuno avrebbe mai potuto immaginare l’Italia esclusa da un Mondiale.
L’Italia e il fallimento con la Macedonia del Nord
I campioni d’Europa fuori dalla Coppa del Mondo. Sì, è successo anche questo. Nel 2022 il cammino della Nazionale di Roberto Mancini, reduce dal successo di Wembley in finale contro l’Inghilterra, si interruppe nella semifinale playoff, con una clamorosa e inaspettata sconfitta casalinga contro la modesta Macedonia del Nord.
Questa volta Donnarumma era in campo, ma la fascia era avvolta attorno al braccio di Ciro Immobile. Una partita praticamente trascorsa da spettatore non pagante fino alla doccia fredda in pieno recupero, quando Trajkovski gelò il Renzo Barbera di Palermo con un tiro da fuori aria su cui il gigante di Castellammare di Stabia avrebbe potuto – forse – fare meglio. Per la seconda di fila niente Mondiali, niente spedizione invernale in Qatar.
Gigio e la maledizione da sfatare
La terza eliminazione consecutiva è un’ipotesi che neppure viene presa in considerazione. Sì, come ha ricordato il ct dell’Irlanda del Nord O’Neill, l’Italia non ha più Totti e Del Piero, ma resta comunque una squadra sulla carta superiore alle due avversarie che separano gli azzurri dalla rassegna iridata.
Per il portiere del Manchester City una sfida nella sfida, ossia rompere l’incantesimo che lo tiene lontano dalla coppa dei sogni. Per riuscire nell’obiettivo c’è sicuramente bisogno dei gol degli attaccanti, ma anche delle sue parate. Gattuso chiede il veleno, noi ci accontentiamo della qualificazione.
