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Italia, la rivoluzione silenziosa di Baldini: i motivi delle scelte e il suo futuro da ct: Perchè ho chiamato Pio e Donnarumma

L'erede ad interim di Gattuso aspetta di vincere qualcosa con l'U.21 prima di candidarsi ad allenatore della Nazionale maggiore: obiettivo Olimpiadi

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

A ritrovarsi lì, nella sala stampa di Coverciano, anche a settembre come allenatore della Nazionale italiana non ci pensa proprio. Per ora. Silvio Baldini ha fatto della sincerità e della ruvida concretezza il suo tratto significativo, un marchio di fabbrica che non lo abbandona neanche ora, che è chiamato a guidare l’Italia nelle amichevoli con Lussemburgo e Grecia. E a scavalcare tutti non è interessato (“Credo che per allenare la Nazionale Italiana ci voglia un certo curriculum. E io questo curriculum non ce l’ho. Per arrivare sulla panchina della Nazionale serve un curriculum. Io ho la possibilità di fare l’Europeo Under 21 e magari vincerlo, le Olimpiadi e magari vincerle. A quel punto avrei speranza“). Nella sua prima conferenza da ct Baldini spiega tutto: convocazioni e ambizioni. Rivela le sue regole, risponde alla Grecia e ricorda che chi sbaglia va a casa.

Obiettivo Olimpiadi

Baldini spiega: “Io credo nel merito, non nei colpi di fortuna. Io oggi sono qua perché Gattuso si è dimesso, non l’avessero fatto io non sarei qua. Io ho rispetto di tutto e tutti… A volte vedo squadre di Serie A che mettono in panchina i tecnici della Primavera… Non lo condivido, appprofittare delle disgrazie per entrare in gioco. Farò queste due partite che spero siano di aiuto, chi arriverà deve sapere anche quale è il lavoro dell’Under 21. Io prenderei allenatori con curriculum… Inutile dire nomi tipo Guardiola o Fabregas. In Italia abbiamo tanti allenatori bravi quelli che si sentono sono in grado di dare un’impronta. Io spero che chi arriverà possa essere una persona a cui io sia utile, non un impiccio. Ho convocato il mio gruppo e due giocatori di livello come Donnarumma e Pio Esposito perché anche in funzione delle Olimpiadi vedo la possibilità di avere questi giocatori. Loro due rientrano in questa possibilità”.

Il messaggio di Donnarumma

Solo Donnarumma di tutti i nazionali fatti fuori dalla Bosnia lo ha chiamato: “Mi ha contattato solo Donnarumma dandomi disponibilità e a me non è parso il vero. Il messaggio è chiaro: il calcio italiano vuole vedere un cambiamento e più di così cosa si poteva fare… Penso che la ferita sia ancora troppo grande dopo la Bosnia. Anche se mi avessero chiamato avrei circoscritto le convocazioni a questi due anche nell”ottica del mio lavoro futuro. A volte è meglio starsene a riposo e non partecipare”.

E’ un uomo dell’establishment ma è pur sempre Silvio Baldini per cui sui perché della crisi del calcio italiano dice nudo e crudo: “Il calcio italiano è in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio. Si punta a fare mercato con giocatori anziani e non coi giovani perché questo aiuta a fare i propri interessi. Non mi devo nascondere, sono cose che ho sempre detto. Alcune persone le chiamo ‘lestofanti’, e spesso questi hanno in mano le redini di questo gioco. Finché non ci saranno dirigenti seri sarà un problema”.

La risposta alla Grecia

Dopo aver liquidato le polemiche della Grecia (“Al ct della Grecia non rispondo, lui può esprimere ciò che crede. E’ stata una sua opinione. Mi stupisce che nel paese dove è nata la Democrazia, la Grecia, ci si preoccupi di quello che fanno gli altri) Baldini spiega che si fida dei suoi ragazzi ma i patti sono chiari per tutti: “Il gruppo è molto unito, hanno il piacere di stare insieme, ridono e scherzano. C’è socialità, nessuno si isola. Alcuni giocatori mi hanno detto che firmerebbero a vita per ritrovare le stesse emozioni dell’Under 21 anche nei club. Camarda da infortunato è venuto con noi in ritiro prima della Macedonia del Nord, lo ha fatto solo per il gusto di stare con noi. A loro ho chiesto di essere se stessi, di giocare con entusiasmo, di pensare che sono i più forti. La vita a volte fa delle sorprese e loro non devono perdere l’occasione.

Devono far vedere di essere bravi, ma serve essere squadra. Quindi aiutare i compagni quando sono in difficoltà. Io cerco di traslare i principi e il rispetto alla squadra. Io metto delle regole e voglio che siano rispettate. Non ci sono multe, per me è riduttivo, non fa capire che hai sbagliato. Per me chi sbaglia va a casa. I ragazzi sanno che sono una persona credibile, trasparente, senza filtri. Bisogna essere inquadrati nelle regole: alimentazione, sveglia, andare in palestra, recuperare bene. In generale il dedicare tutto al proprio corpo per arrivare in partita ed esprimersi al meglio. “Io mi sento un uomo libero, l’anarchia oggi è un concetto complicato. Non è più l’anarchia di una volta, per questo mi definisco una persona libera. Io porterò qua la libertà di sprigionare il proprio talento senza troppi blocchi”.

Italia, la rivoluzione silenziosa di Baldini: i motivi delle scelte e il suo futuro da ct: Perchè ho chiamato Pio e Donnarumma Ansa

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