La polvere sotto il tappeto: questa è l’impressione che ha avuto Adriano Panatta in merito al disastro dell’Italia calcistica. Solo pochi giorni fa tutti si strappavano le vesti per la terza eliminazione di fila degli azzurri che vedranno i Mondiali ancora una volta solo in tv ma è bastato il ritorno del campionato e la presenza di due big-match a spostare il focus. L’ex tennista si ribella.
Lo sfogo di Panatta
Panatta alla Domenica Sportiva appare incredulo quando vede tutti i servizi incentrati sul campionato e dà la scossa: “Mi sembra che Bosnia-Italia sia già stata dimenticata. Le attenzioni sono tutte per Inter-Roma, poi domani per Napoli-Milan e della Nazionale già non si parla più. E questo è un errore enorme. Scordarsi già tutto è un errore grave, secondo me bisogna darsi molto da fare e fare le cose molto seriamente perché la situazione è gravissima e bisogna trovare delle soluzioni nel più breve tempo possibile, altimenti sono guai”.
Il pessimismo dell’ex tennista
Oggi tutti aspettano di sapere chi sarà il nuovo presidente federale e a quale allenatore verrà affidata la Nazionale: il dibattito è solo su Conte o Allegri, non sul perché il calcio italiano è sprofondato fino a questo punto. Per Panatta il problema è diverso e secondo l’ex tennista romano non sarà semplice trovare la ricetta per uscire dalla crisi: “Anche negli altri sport si guarda troppo al risultato, pure nel tennis. I ragazzini a 14 anni pensano solo a vincere, stimolati dagli allenatori. E a vincere sono solo i giocatori più forti e grossi perché quelli più bravi ma gracili restano ai margini.
Secondo me oggi il nuovo presidente della Figc avrà un compito quasi impossibile davanti perché si intrecciano troppi interessi tra società di club che non si sa a quali aziende straniere appartengono e interessi di palazzo. Io so solo che non è possibile che non nascano più ragazzini che giochino bene a calcio. Questa cosa è impossibile per l’interesse che c’è nel calcio in Italia, quindi le cose sono due: o mancano gli osservatori buoni o manca il coraggio di far giocare questi ragazzi nelle squadre”,
Le accuse al mondo del calcio
Lo sfogo prosegue: “Il mondo è cambiato, non si possono mettere i recinti ma dobbiamo aprire i recinti e lasciare che i ragazzi vengano a noi, e questo lo diceva una persona più importante di me. L’attività giovanile è ludica fino a un certo punto però nel divertimento gli devi insegnare a giocare al calcio, gli devi insegnare i fondamentali. I ragazzi oggi imitano quello che fanno i giocatori veri e non ne hanno le possibilità e questo è un problema. Ognuno deve giocare al proprio livello e non deve avere l’ossessione della vittoria. Servono degli allenatori che siano educatori e che insegnano ad un bambino a puntare e a superare un avversario. Nessuno insegna più la tecnica individuale, si parla solo di moduli ma poi non sanno stoppare un pallone”.
