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Italia, il consiglio di Bierhoff per ripartire e il retroscena su Maldini: “Fate come la Germania. Paolo? Lo avevo avvertito”

L’ex bomber e dirigente della Federcalcio tedesca indica la strada per rilanciare gli Azzurri e racconta i colloqui con l’ex capitano del Milan prima del suo breve incarico in FIGC

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Lorenzo Marsili

Lorenzo Marsili

Giornalista

Giornalista pubblicista, redattore, divulgatore. E' una delle anime video del sito: racconta in immagini un evento e lo fa come pochi altri

Presente al Festival dello Sport di Trento, l’ex attaccante di Milan e Udinese, Oliver Bierhoff, ha analizzato il momento della Nazionale italiana, indicando nella rivoluzione avviata dalla Germania nei primi anni Duemila un possibile modello da seguire. L’ex dirigente della Federcalcio tedesca ha poi svelato un retroscena sul breve passaggio di Paolo Maldini in FIGC.

Bierhoff fautore del cambiamento del calcio tedesco

Tra i fautori della ricostruzione del calcio tedesco negli ultimi anni c’è stato senza dubbio Olivier Bierhoff. Dal palco del Teatro Sociale di Trento per il Festival dello Sport, l’ex bomber e direttore sportivo della Federazione tedesca dal 2004 al 2022 ha raccontato la sua esperienza nella Federcalcio teutonica e svelato il proprio punto di vista sulla situazione dell’Italia: “Il cambiamento della nazionale tedesca ha richiesto dieci anni. Non è una cosa che fai in uno, due o tre anni. Nel 2000 abbiamo cambiato tutto: allenamenti, modo di lavorare e di formare degli allenatori e investito sulle infrastrutture”.

Il consiglio all’Italia

“Quelle decisioni – ha proseguito l’ex bomber – si sono viste nel Mondiale 2010 in Sudafrica. Io nostri giocatori erano diversi, più tecnici e brillanti. Quattro anni prima era ancora una Germania un po’ vecchia fondata su forza, grinta e disciplina. Però non brillavamo tecnicamente. Ci vuole pazienza, convinzione e la forza per dire ‘dobbiamo cambiare’. Alle volte serve toccare il fondo per cambiare e l’Italia mi pareva ci fosse arrivata due o tre volte. Non si piò andare avanti così. Serve un cambiamento radicale e il coraggio di mettersi in discussione. Forse manca qualità, bisogna evolvere senza rinnegare la propria identità. Avevate Baggio, Pirlo, Cannavaro, Cabrini, Maldini ecc., io oggi non li vedo”.

Il retroscena su Maldini

Poi, il retroscena su Maldini e il passaggio condiviso con Leonardo nell’organico federale non andato come da aspettative: “Ho parlato spesso con Paolo e gli ho raccontato la mia esperienza con la Germania. Devo dire che facevo il tifo per lui. Aveva grinta, idee chiare e voglia di restituire qualcosa al calcio italiano. Però, fin dall’inizio ho detto che devi sentire un sistema disposto a seguirti e fare tutto quello che è necessario, anche ciò che può fare male. Probabilmente, lui non lo ha sentito”.

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